La solitudine di SuperMario. Scaricato dal Liverpool dopo una stagione a dir poco disatrosa (16 presenze e 1 solo gol segnato in Premier League, media non da lui, migliorata in Champions con una presenza e una rete, al Ludogorets), Balotelli è stato lasciato solo ad allenarsi ad Anfield Road dove, ovviamente, non si allenerà pensando ossessivamente a un futuro sempre più complicato per un centravanti di soli, si fa per dire, 25 anni e tonnellate di talento gettate al vento.

Prospettive non rosee, non solo a livello professionale, e un mercato che di fatto non c’è, perché Mario è Mario: costa tanto ed è a bassa affidabilità. la Sampdoria dei Ferrero, la Fiorentina di una tifoseria coi capelli rizzati solo a sentirlo nominare e poi il Bologna dei grandi proclami e dei grandi progetti, forse la Lazio. Ipotesi più che certezze, utopie più che sogni. E Balotelli non sa che fare. Allora è il suo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, che intervenendo su Adnkronos fa un appello ai grandi club di Serie A per perorarne la causa in piena sindrome da abbandono: “Mario è guarito, riportatelo in serie A“.

Il calcio per Balotelli è fantasia, bellezza, creatività, benessere. la magia di un bimbo che ha sempre desiderato fare quello nella vita: il calciatore. Ma per lui può tramutarsi in un incubo, in un quid di pura negatività, l’ “other side of the Moon” motivi di sofferenza e depressione se non adeguatamente inquadrato. “La vita è fatta di salite e discese, sempre dopo una salita, arriva una discesa – prosegue lo psichiatra – Capita di confrontarci con i nostri limiti, di soffrire. A volte le salite sono lunghe, ma alla fine arriva la discesa. La salita di Balotelli è durata molto, non è riuscito a capire che era la sua salita, la sua opportunità di crescere. Ora però è pronto, la grande sofferenza che si legge nei suoi occhi va trasformata in energia positiva e in cattiveria agonistica. Con umiltà e voglia di riscatto potrebbe essere l’acquisto dell’anno“.

Questa la soluzione suggerita dal dottor Cucchi per riportare SuperMario a grandi livelli: “La mossa decisiva per far tornare Mario ai suoi livelli è affiancargli un vero e proprio mentore. Una figura professionale capace di limare i tratti caratteriali più disfunzionali, come impulsività e scarsa empatia. Si tratta infatti di un ragazzo che ha subito un’adolescenza tardiva e, ora, sta per diventare maturo e responsabile. Al suo quadro non si può dare un’etichetta diagnostica,si tratta di un deficit di competenza, una scarsa intelligenza emotiva. Va allenato alle relazioni, alla comprensione delle proprie emozioni. Ha bisogno di un professionista che sappia esaltare la sua autodeterminazione, rimanendo però nella dimensione dell’umiltà. Ha bisogno di parlare e affidarsi, non può lottare da solo“.