Quattro gol in tre partite, tutti decisivi per i 7 punti conquistati: non c’è male, non c’è proprio male. L’avvento di Mario Balotelli (foto by InfoPhoto) al Milan, alla faccia di tutte le risibili storie di incompatibilità con El Shaarawy (che non sta segnando, ma anche perché purtroppo ha un ginocchio in disordine: in dubbio anche con il Barcellona), ha già fruttato un’ulteriore accelerazione e quel terzo posto che i rossoneri occupano in compartecipazione con la Lazio, e in attesa che si completi la 25esima giornata, è più che mai un obiettivo alla portata. Quasi, dico quasi, probabile.

Ieri Balotelli è stato provocato da falli, falletti, spallate e coppini: come accade sempre a tutti i giocatori fumiganti, i difensori puntano a innervosirli e magari ottenere una reazione. La reazione di Mario è stata quella di subire in silenzio una decina di falli senza che l’arbitro Massa ritenesse mai di dover sollevare un cartellino (metro bizzarro ma coerente); e poi, quando proprio non ci ha più visto, di chiudere la partita con una magistrale punizione sopra la barriera. E zitti tutti.

Zitti tutti tranne lui, ovviamente. Che a fine partita trova il modo di replicare, anche giustamente, alle parole che Mourinho gli aveva dedicato qualche giorno fa (“Balotelli? Per noi interisti la tragedia sarebbe uno Zanetti in rossonero, non Balotelli”):

Ha ragione, ma non so perché parli di me. Dovrebbe pensare a vincere la Champions League con il Real Madrid, che è una squadra forte”.

La settimana lunga che precede il derby è cominciata.