Nonostante le smentite di Silvio Berlusconi, che alla festa per il 113esimo compleanno del Milan ha dichiarato di non riuscire a immaginarsi Mario Balotelli (foto by InfoPhoto) con la maglia rossonera, i due promessi sposi potrebbero unirsi molto presto in un matrimonio di reciproca convenienza. E, strano a dirsi, galeotto fu il caratteraccio di SuperMario, che ha condotto il giocatore e il Manchester City alle porte di un’autentica Guerra dei Roses.

I rapporti tra Balotelli e il club campione d’Inghilterra sono roventi ormai da mesi e anche Roberto Mancini (che, tra parentesi, rischia grosso anche lui) sembra aver rinunciato all’idea di mettere le briglie al bizzoso 45. Visto che la carota non ha funzionato, si è passati al bastone, sotto forma di lunghe esclusioni prima e, ora, di una salatissima multa: Balotelli, infatti, è stato chiamato a versare due settimane di stipendio (450mila euro circa, la più alta multa applicabile secondo il contratto collettivo dei calciatori) a causa della sua condotta turbolenta, che gli è costata la scorsa stagione un totale di 11 giornate di squalifica. Per tutta risposta, SuperMario ha deciso di portare il City in tribunale: come conferma anche la BBC, mercoledì a Londra verrà discusso il ricorso, per dirla all’americana, Balotelli vs Manchester City.

Si tratta di una rottura clamorosa, ancora peggio di quella che l’anno scorso mise in crisi il rapporto, poi ricucito, tra l’allora capitano dei Citizens Carlos Tevez e il club. Multato per essersi rifiutato di scendere in campo a partita in corso contro il Bayern Monaco, Tevez minacciò di far causa al City, salvo poi ripiegare su una più tradizionale fuga in Sudamerica. E, oggi come allora, il Milan proverà a infilarsi tra i due litiganti. L’anno scorso, a far saltare il banco provvide prima l’Inter (che s’intromise a trattativa quasi conclusa, costringendo il Milan ad alzare la posta, ovvero a offrire non più un prestito con diritto di riscatto, ma l’acquisizione a titolo definitivo) e poi, una volta reimpostato l’affare sulla base della cessione di Pato al PSG, il rifiuto di Berlusconi stesso.

Ci sono buoni motivi per ritenere che quest’anno la storia potrebbe avere un finale diverso. Innanzitutto, la strategia è diversa: meno chiacchiere e cene a favore di telecamere, e più movimenti dietro le quinte. In secondo luogo, il bilancio è finalmente a posto e, in caso di cessione di Robinho, potrebbero essere messi subito sul tavolo una manciata di milioni di euro. E, infine, a febbraio ci sono le elezioni: riformare in rossonero quella che sarà la futura coppia d’attacco della nazionale, Balotelli-El Shaarawy, ha tutta l’aria di essere uno slogan fatto e finito.