La storia d’amore di Mario Balotelli con la maglia del Milan inizia, ufficialmente, il 31 gennaio 2013, quando il giocatore firma un contratto con il club rossonero valido fino al 30 giugno 2017. Ma la storia d’odio tra SuperMario e i colori rossoneri era iniziata già molto prima. Facciamo un passo indietro: è il 7 gennaio del 2013, 24 giorni prima del suo acquisto: Silvio Berlusconi, ospite di Antenna 3, etichetta Mario Balotelli come una mela marcia, prima di fare una clamorosa retromarcia qualche giorno dopo che gli servirà a ben poco (CLICCA QUI PER RIVEDERE E RIASCOLTARE LE DICHIARAZIONI DI SILVIO BERLUSCONI SU MARIO BALOTELLI).

Da lì comincia la carriera di Balotelli al Milan: l’esordio il 3 febbraio contro l’Udinese, dove realizza una doppietta. Le prime grane, però, arrivano già al 9 di aprile: squalifica di tre giornate per aver urlato qualcosa di poco carino all’arbitro durante Fiorentina-Milan. Poi il 12 maggio 2013 è vittima di cori razzisti e mantiene in campo sempre un atteggiamento spocchioso. Cosa che non piace a Barbara Berlusconi, divenuta intanto padrona del Milan che lo etichetta non come una mela marcia ma poco ci manca. Cosa che non andrà giù all’agente del giocatore, Mino Raiola, che il 27 giugno lancia parole di fuoco a Lady B (CLICCA QUI PER RILEGGERE TUTTE LE SUE DICHIARAZIONI).

Qui le altre tappe di questa storia convulsa:

14 maggio, rissa in discoteca per Balotelli: Berlusconi ordina la sua cessione (CLICCA QUI PER RIVIVERE L’ACCADUTO)

25 giugno: durante i Mondiali, Balotelli pronuncia una frase shock che non piace per nulla al club rossonero “Forse non sono italiano, noi negri siamo migliori” (CLICCA QUI PER RILEGGERE IL TUTTO)

4 luglio, Silvio Berlusconi: “Balotelli l’avevo venduto per 35 milioni, ora chi se lo compra?” (CLICCA QUI PER RILEGGERE LE SUE DICHIARAZIONI)

Oggi la cessione per 20 milioni di euro al Liverpool. Il Milan, di fatto, non guadagna nulla dalla vendita di Balotelli ma si toglie dal bilancio un ingaggio da quattro milioni di euro, il più alto in squadra. Perché ormai non si tratta più di questioni di cuore, ma semplicemente di questioni di soldi.