Non tutti ci avranno fatto caso, ma quella contro il Brasile è stata la prima sconfitta patita da Mario Balotelli (foto by InfoPhoto) nel 2013, sia a livello di club che di nazionale. Il problema è che rischia seriamente di essere stata anche la sua ultima partita, almeno per ciò che riguarda il primo semestre: una distrazione muscolare, infatti, lo terrà certamente fuori per la semifinale di Confederations Cup contro la Spagna campione della Galassia, e con ogni probabilità anche per le finali in programma domenica prossima. Non male, per uno che covava propositi di vendetta.

Il kappaò di SuperMario, tra le poche certezze di una nazionale disperatamente alla ricerca di una propria identità tattica, suona come un tetro presagio, se non come una condanna a muerte. Balotelli è uno dei 2-3 giocatori di caratura internazionale su cui può contare Prandelli e, semplicemente, non esiste un sostituto nemmeno lontanamente all’altezza. Gilardino può assolvere al lavoro di Mario in fase di appoggio, protezione della palla e gioco aereo, ma non è assolutamente in grado di dare quella profondità che sarà indispensabile contro una squadra che, prevedibilmente, terrà la palla per il 70% del tempo. Il cittì, visto che ormai è nel loop, potrebbe anche decidere di ridisegnare totalmente lo scacchiere, optando per un attacco mobile, rispolverando El Shaarawy e Cerci. Un bel guaio, se consideriamo che Prandelli stava già sfogliando la margherita, alla ricerca della combinazione giusta per compattare una difesa fin qui disastrosa: se Pirlo recupera (già, anche lui è a rischio), De Rossi potrebbe arretrare nello schieramento a tre con Barzagli e Chiellini. Ipotesi da valutare nel corso dei prossimi allenamenti. La realtà è che, in ogni caso, siamo nei guai.