Scaricato dal Liverpool dopo una stagione a dir poco disastrosa condizionata, per non dire maledetta, da un solo gol (contro il Tottenham a febbraio, e neanche decisivo) in 16 presenze in Premier League, Mario Balotelli è rimasto – si fa per dire – nel Mersey Side a leccarsi le ferite non convocato per la tournée dei Reds in Australia e Thailandia. Anche gli atteggiamenti a dir poco sopra le righe di SuperMario non hanno di certo aiutato, tanto che in molti, dallo staff dirigenziale ai tifosi della Kop, si sono chiesti cosa c’azzecchi Balotelli con il Liverpool con la sua storia e la sua gloria, con gente del calibro di Bob Paisley, Bill Shankly, Kenny Dalglish, Ian Rush e, last but not least, Steven Gerrard.

L’idea di Rodgers e dei vertici del club di Anfield Road è quella di sbarazzarsi nel più breve tempo possibile di Balotelli, che tra l’altro pesa anche enormemente sul bilancio della società. Non è però così facile visto che questo bad boy a tutti gli effetti si è bruciato l’ennesima occasione di affermazione di un talento comunque indiscutibile. Croce e delizia dell’attaccante italiano d’origine ghanese sono i suoi 25 anni (non ancora compiuti): non più così giovane e immaturo da poter permettersi il lusso di combinare ancora “balotellate”, non così anziano da non poter svoltare vita e carriera.

A fronte di tutto ciò, sembra che però il mercato complicato di Balotelli non sia così chiuso o compromesso. Al netto di ipotesi turche, o arabe oppure americane che potrebbero affacciarsi e oltre al recente appello semiserio di Amelia, rimane paradossalmente l’Italia lo scenario più probabile per il futuro del centravanti ex Milan, Inter e Manchester City. Per Ferrero averlo alla Sampdoria rappresentava un sogno nel cassetto, ma il patron dei blucerchiati aveva già messo le mani, anzi le braccia, corte, avanti per cartellino e ingaggio del giocatore. E comunque ci sarebbe un ostacolo insormontabile chiamato Waletr Zenga, già sufficientemente chiaro nell’affaire Cassano.

L’impressione di base è che al di là dell’interesse reale che può sorgere da parte di alcuni club italiani, come già manifestato qualche settimana fa dalla Fiorentina, avversato peraltro dallo zoccolo duro dei suoi tifosi, sarà la bravura di Mino Raiola e la volontà di abbassare le pretese economiche del suo assistito a fare la differenza. In questo senso allora potrebbero esserci degli sviluppi sul fronte Lazio, visto che la trattativa con Kishna, altro suo assistito, si è perfezionata a meraviglia tra il club biancoceleste e l’Ajax trovando istantaneamente l’accordo col giocatore per l’ingaggio. Uno come Balotelli “raddrizzato” dalla serietà di Pioli potrebbe risultare un elemento utile da sfruttare in chiave Champions, sempre che la Lazio si qualifichi.

Una seconda chance potrebbe essere rappresentata dal Bologna della nuova proprietà, pronta ad investire qualche spicciolo in più per riaffrontare la Serie A in maniera decorosa. Il ds Corvino pare stia seriamente valutando questo tipo di opportunità, come riportato dal Corriere dello Sport: “Lo prenderei, avrebbe tante motivazioni. Certo, a livello finanziario, il Bologna ha determinati parametri da rispettare. Ma al prezzo giusto, valuterei anche la possibilità di acquistarlo a titolo definitivo“.