Il bello è che nella sua Wonderland personale, dove tutto esiste sottosopra, la cosa non sfigura nemmeno: Mario Balotelli, italiano dalla pelle scura e dalle imprevedibili lune, che viene squalificato per razzismo. O meglio, per ciò che uno zelota paranoico potrebbe confondere per razzismo. Già, perché per una volta è difficile non sedersi dalla parte dell’imputato Balotelli, tacciato di antisemitismo per una sciocca vignetta pubblicata sul suo profilo Twitter all’inizio di dicembre (per chi non si ricordasse i particolari).

La FA ha deciso che quel post era meritevole di un turno di squalifica, 25mila sterline di multa e l’obbligo di frequentare un programma educativo. In pratica, una specie di condanna ai servizi sociali in modo da favorire il reinserimento del pericoloso criminale nella comunità. Confessiamo di provare invidia per chi avrà l’onore di assistere a una delle lezioni del programma: vedere la faccia di Mario mentre qualche assistente sociale gli illustra i fondamenti illuministici dell’uguaglianza tra gli uomini, spiegandogli che è sbagliato giudicare qualcuno sulla base del colore della pelle o del nome del suo Dio, dev’essere effettivamente uno spettacolo impagabile.

La realtà è che ormai da tempo è aperta la caccia al Balotelli, abbastanza famoso per incarnare alla perfezione il ruolo della volpe (il paragone non include l’astuzia) e, perlappunto, abbastanza fesso da finire sempre in bocca ai cani. Una persona dotata di un minimo di raziocinio sa bene che l’intento di Mario, nel pubblicare quella vignetta, era tutto tranne che razzista, anzi l’esatto contrario; ma la stessa raziocinante persona sa bene che, se ti chiami Balotelli, è meglio evitare di infilarsi in un ginepraio, aggiungendo di proprio pugno l’evitabile chiosa sull’avidità degli ebrei. Che voleva essere una spiritosaggine di contorno alla serie di luoghi comuni presentati nella vignetta, certo, ma che conteneva anche un potenziale equivoco. Ed ecco il patatrac.

Mario aveva già dovuto scusarsi, e possiamo solo immaginare quanto mortificante debba essere stato per lui, che di ingiurie razziste ne ha subite sul serio e tante volte. Questa squalifica sa molto di accanimento.