La cosa più deprimente del nostro deprimente Mondiale non è stata l’inusitata sconfitta contro il/la Costa Rica, né il morso di Suarez a Chiellini non visto dall’arbitro, né l’eliminazione al primo turno come l’ultimo degli staterelli centramericani (anzi, nemmeno, visto che i costaricani sono passati), ma la stucchevole resa dei conti a telecamere accese. Iniziò Cesare Prandelli e proseguirono a breve giro di posta due senatori dello spogliatoio, Buffon e De Rossi: tutti quanti, apertamente o meno, si scagliarono contro Mario Balotelli, protagonista di un pessimo Mondiale non diversamente dai suoi compagni, ma da alcuni di questi usato come scudo umano dietro al quale nascondersi. E ora, a distanza di qualche mese, il centravanti prova a prendersi la sua rivincita, lanciando un siluro virtuale all’ex cittì della nazionale dalle pagine di “Sport Magazine”:

Prandelli ha parlato male di me, non mi aspettavo lo facesse davanti ai giornalisti. Non ho risposto perché non ha senso, gli uomini veri se hanno qualcosa da dirsi, se lo dicono in faccia. Io sono una persona diretta, parlo faccia a faccia con le persone. Al Mondiale penso di aver avuto due o tre occasioni da gol in tutto, e con l’Inghilterra ho segnato, ma non ho potuto fare molto altro nelle altre partite

C’è poco da commentare, se non che, per una volta, Mario ha tutte le ragioni del mondo. Il modo in cui un professionista navigato quale Prandelli (ma il discorso andrebbe allargato, appunto, anche a Buffon e De Rossi) ha provato a consegnare Balotelli, la più facile delle vittime sacrificali, alla folla inferocita, non è degno della sua lunga militanza all’interno dello spogliatoio di una squadra di calcio, dove vigono, o dovrebbero vigere, le semplici regole del rispetto virile: non ci si nasconde dietro il fallimento di un compagno, non si buttano in pasto ai pescecani i ragazzi più giovani, non si scappa dalla nave mentre questa affonda. Prandelli fu onesto nel prendersi le sue responsabilità (cosa che i due senatori di cui sopra non fecero), ma l’aver puntato la torcia su Mario fu un gesto ai limiti della vigliaccheria.

La risposta di Balotelli è arrivata a mente fredda, ed è stata giusta nei contenuti e composta nei toni. Incredibile a dirsi, ma alla fine la figura migliore l’ha fatta lui.