C’è da scommetterci: quella di Mario Balotelli alla Samp sarà una delle grandi suggestioni della prossima sessione di calciomercato. D’altra parte, tutto ciò che riguarda l’attaccante azzurro si trasforma in un tormentone nazional-popolar-mediatico, per cui figuriamoci la notizia di un suo possibile, secondo ritorno nel Bel Paese, a meno di 12 mesi dal suo addio al Milan. A rilanciare questa esotica possibilità è il più esotico dei presidenti, Massimo Ferrero, uno che ha già dimostrato di saper mettere a segno colpacci clamorosi, basti pensare a quello di Samuel Eto’o sul mercato di gennaio (anche se sul campo le cose non sono andate alla perfezione). “Se il calciatore venisse in Italia avrebbe le porte aperte“, ha detto il vulcanico modello ispiratore di Crozza.

Certo, sono parole che vanno prese con le pinze, come tutte quelle provenienti dalla bocca del Viperetta. Per dire, dieci giorni fa si era espresso così sulla questione: ”Balotelli è un ottimo nome e sicuramente farebbe comodo a tante squadre. Io lo porterei subito alla Sampdoria, in coppia con Eto’o sarebbe fantastico“. Salvo poi far marcia indietro un paio di giorni dopo: “Discorso chiuso per Balotelli e per Cassano“. Insomma, gli sbalzi di umore sono quello che sono.

In realtà, al di là dei fragili equilibri dialettici del suo presidente, la Sampdoria ha davvero intenzione di effettuare un tentativo per Supermario. Il quale, a sua volta, non ha alcun motivo per non pensarci seriamente. La sua stagione al Liverpool è stata più che fallimentare: è stata superflua. Non ha lasciato tracce, Mario, nemmeno in negativo. Semplicemente, è come se non ci fosse stato. Le sue quotazioni sono in tragico ribasso e nemmeno un prestigiatore come Mino Raiola, uno che saprebbe vendere ghiaccio agli eschimesi, non ha idea di come piazzare il suo problematico assistito garantendogli un top club e un trattamento salariale di primo livello. Certamente, in America o in qualche landa calcisticamente periferica si possono ancora trovare ingaggi principeschi, ma questo significherebbe tagliarsi fuori dal calcio che conta all’età di 25 anni.

Alla Sampdoria, invece, ci sarebbero tutte le condizioni per poter rilanciare la propria traballante carriera: club ambizioso ma senza grandi pressioni, vicinanza geografica con Brescia e Milano, possibilità di giocarsi l’Europa League (posto che la Samp non si suicidi nelle ultime due giornate) e di mettersi nuovamente in mostra. Il tutto, in cambio di un ragionevole taglio ai propri emolumenti. Un sacrificio che Mario deve fare, per non sparire definitivamente dai radar.