Ancora una volta non c’è stata storia nella sfida infinita tra Serena Williams e Maria Sharapova, a favore ovviamente della prima, mentre Roger Federer ha superato facilmente Berdych in tre set approdando alla sua 39esima semifinale Slam in carriera. Ovviamente record.

SERENA

Oggi è l’Australian Day, la festa nazionale del continente down under che ricorda lo sbarco della First Fleet nella Baia di Sydney, avvenuto il 26 gennaio del1788. Ma oggi sulla Rod Laver Arena è stata anche la giornata di Serena Williams, l’ennesima contro la rivale storica Maria Sharapova. Erano solo i quarti di finale perché la russa, proprio alla vigilia del torneo, si è fatta sfilare la quarta posizione nel ranking da Agnieszka Radwanska e l’urna malandrina ci ha messo del suo inserendola dalla parte della numero uno. E’ finita in due set: 6-4, 6-1 al termine di un match caratterizzato da urli e gemiti continui da parte di entrambe le contendenti. Era la 21esima volta tra le due e a guardare i precedenti i dubbi su chi avrebbe vinto erano davvero ridotti al lumicino: quasi zero. Con il successo di oggi Serenona si è imposta sulla rivale per ben 19 volte, le ultime 18 consecutive. Quattro delle 18 sconfitte sono arrivate proprio a Melbourne: in semifinale nel 2005, in finale nel 2007 e nel 2015, nei quarti quest’anno. L’ultimo ko dell’americana risale addirittura alla finale del Masters del 2004 a Los Angeles: pure in quell’occasione la Williams era avanti 4-0 nel terzo e decisivo set prima di subire la rimonta della Sharapova più per demeriti suoi (non stava in piedi) che per la bravura della russa. Da allora per Masha ci sono state solo batoste cocenti del tipo vorrei ma non posso. Vorrebbe Masha, probabilmente pagherebbe di tasca sua pur di battere almeno ancora una volta Serena.

TRIONFO

Anche stavolta ha vinto la Williams. Alla vigilia la russa poteva sperare in quei 21 ace su un totale di 58 vincenti che aveva messo a segno contro la rampante Bencic. La Sharapova sembrava aver ritrovato un colpo, il servizio appunto, che era diventato la sua croce dopo l’operazione alla spalla del 2008. Poteva essere quella la chiave giusta per scardinare il fortino a stelle e strisce inespugnabile. Invece contro Serena, magari sarà stata la tensione, Masha ha ripreso a sparare a salve: pochi ace (2 contro 12 dell’avversaria), parecchi doppi falli (7) in momenti anche delicati. E contro la number one non te lo puoi permettere. Nel primo set la russa ha cominciato meglio (2-0), poi sotto 4-3 ha annullato tre palle break consecutive (era 0-40), ne ha avuta a sua volta una sul 4-4, ma si è arresa al decimo game dopo aver annullato tre set point. Il contraccolpo per la russa è stato terribile: subito 5-0 per Serena e match praticamente chiuso (61 finale). Il primo set è durato quasi un’ora, il secondo è volato via in 37 minuti.

RE ROGER

Tre set a zero, impressionante lezione a un buon giocatore come Thomas Berdych: Roger Federer avanza facilmente in semifinale a Melbourne e la sfida conclusiva con Novak Djokovic si avvicina sempre di più. Il serbo è atteso nei quarti da Nishikori, che lo battè due anni fa in semifinale a New York.