Sul più bello, arriva il crollo. Quando il quarto turno agli Australian Open, per lei sempre tabù, sembrava materializzarsi all’orizzonte. E invece…. E invece è arrivata una sconfitta inattesa al terzo turno per Roberta Vinci contro Anna-Lena Friedsam, 21 anni e numero 87 mondiale. Inattesa soprattutto per come la 32enne tarantina, testa di serie numero 13, aveva fatto suo il primo set in 28 minuti di tennis da manuale: un 6-0 tondo tondo. Peccato che alla fine il punteggio reciti 0-6, 6-4, 6-4 per la giovane tedesca, reduce dalla semifinale a Shenzhen a inizio stagione e finalista lo scorso anno a Linz.

PARTITA

Un match a due facce, giocato sulla Hisense Arena con il tetto chiuso, visto che su Melbourne pioveva sin dal primo mattino. “Probabilmente aver giocato indoor ha favorito più lei che me – sottolinea Roberta – ma non vuole essere un alibi o una scusa. Solo che lei serve molto forte e con il tetto chiuso e senza sole o vento è più semplice”. Come detto, l’azzurra ha letteralmente dominato nel primo parziale in cui non c’è stata partita. Sembrava il preludio di un successo facile facile, senza affanni o patemi. Senonché l’incontro è improvvisamente girato dalla parte della Friedsam, che è scappata sul 4-0 nel secondo set. Ecco, forse questo è il vero errore che si può imputare a Roberta: avrebbe dovuto fare maggiore attenzione nei primi due, tre game del secondo set per dare la spallata definitiva ad una rivale chiaramente in confusione, che fino a quel momento non aveva saputo in nessun modo opporsi al tennis della pugliese. Lo ammette lei stessa: “Se avessi vinto i primi due game del secondo set magari le avrebbe mollato un po’. Ma vi assicuro che non è stato un calo di concentrazione o presunzione. Non pensavo di aver già vinto la partita. Ho avuto l’impressione che lei ha chiuso gli occhi e ha cominciato a tirare tutto”.