Maria Sharapova ha fatto tutto il possibile e anche di più per ‘regalare’ una partita agli spettatori della Rod Laver Arena di Melbourne. E ce l’ha fatta, in qualche modo, pur arrendendosi, alla fine, alla legge della più forte. Sempre lei. Serena Williams, 33 anni, infatti, americana, n.1 al mondo, conquista per la sesta volta in carriera il titolo agli Australian Open, battendo in finale la n.2 (nonché una delle sue vittime preferite), la russa Maria Sharapova, con il punteggio di 6-3 ( in 41′), 7-6 (5) . Per la fuoriclasse americana è la vittoria n.19 in un Torneo del Grande Slam (terza di tutti i tempi dietro Margaret Smith Court, 24, e Steffi Graf, 22)

PARTITA

Combattuta, con un secondo set intenso, splendido, in cui entrambe le giocatrici hanno spinto al massimo del confine possibile il loro tennis. Pronti via e Serena strappa subito il servizio a Sharapova, al primo game. Ma sul 3-2 Williams, servizio Serena, 30-30, con Maria più aggressiva, convinta e decisamente in partita, la pioggia interrompe la sfida per 15′ circa, proprio nel momento in cui l’inerzia del primo set sembrava passata dalla parte della russa. Il tetto della Rod Laver Arena si chiude, le giocatrici rientrano sul campo (asciugato) dopo qualche minuto e da quel momento Serena sbaglia poco o nulla, pur perdendo il servizio sul 5-2. Nel secondo set, Sharapova salva con grinta, coraggio e voglia i primi tre turni di servizio, da 15-40, 15-30 e 30-40  rispettivamente e non molla di un centimetro. Nel quinto gioco, sul servizio Williams, Maria trova due risposte vincenti, va 0-30, ma a quel punto Serena reagisce infilando tre ace (17 in totale!) e un servizio vincente. Sul 5-4 Serena, Sharapova salva un match point con un dritto vincente e coraggioso, poi tiene il successivo servizio a zero. Si va al tie-break, degna conclusione di una seconda partita spettacolare, Maria annulla un altro match point con un ennesimo dritto vincente, ma chiude Serena con un ace. E vince con merito.

GIOCO

Williams, influenzata, si è aggrappata proprio alla battuta nei pochi momenti difficili e per il resto ha giocato la sua partita, fatta di tanta potenza, angoli, grande risposta al servizio avversario, scambi rapidi e veloci. Dall’altra parte Sharapova ha cambiato qualcosa nel suo tennis, in maniera positiva (da qualche mese) provando a sfruttare qualche palla corta per far muovere la Williams (con efficacia) e cercando di essere più aggressiva in risposta. Ma i suoi colpi ‘piatti’ non danno davvero fastidio a Serena, che del resto vanta una superiorità schiacciante nei confronti diretti, da oggi 17-2 (e le uniche due vittorie di ‘Masha’ risalgono al 2004). A Maria, contro Serena, manca decisamente un gioco d’attacco per accorciare certi scambi e raccogliere di più. In ogni caso, alla russa non si può dire nulla sotto il profilo della grinta, del coraggio, della voglia di ribaltare il pronostico. Bella partita, alla fine.

Photo Credits: Federtennis, Tonelli.