Tre azzurre subito impegnate al primo turno negli Australian Open 2016. Già due eliminazioni, purtroppo. L’Italia si aggrappa a Roberta Vinci. La tarantina è stata l’unica a superare il primo turno. Roberta, 13esima testa di serie, ha battuto l’austriaca Tamira Paszek, numero 126 Wta, proveniente dalle qualificazioni, che in passato si era aggiudicata entrambi i precedenti con la tarantina (seppure un po’ datati). E’ finita 6-4, 6-2 in un’ora e 11 minuti.

SCELTA

Un match che gli organizzatori hanno programmato sul Court 13, un campo secondario, scelta inspiegabile e anche poco rispettosa nei confronti di chi solo quattro mesi fa ha giocato la finale agli US Open. Brava la 32enne tennista pugliese ad annullare tre pericolose palle break consecutive sul 4-4 nel primo set prendendo sempre l’iniziativa. Nel secondo parziale è venuta fuori la classe della tarantina che ha messo in mostra tutto il suo repertorio di volée e smorzate e l’equilibrio si è rotto: due break al quarto e ottavo game e 62 finale. Prossima avversaria la statunitense Irina Falconi, numero 74 del ranking mondiale (tra le due nessun precedente). Roberta a Melbourne vanta tre presenze al terzo turno per lei nello Slam australiano: 2006, 2010 e 2013.

ITALIA KO

Il successo della Vinci è arrivato dopo che il torneo era iniziato con due sconfitte per le azzurre. Prevedibile la prima con Camila Giorgi che ha lottato ma si è arresa in due set a Serena Williams: 6-4, 7-5 in un’ora e 45 minuti. La 24enne marchigiana era la prima delle giocatrici non comprese tra le teste di serie e ha confermato di essere a suo agio in contesti così prestigiosi come la Rod Laver Arena con il suo tennis tutto di potenza e istinto. Un dato su tutti: pur non essendo ancora mai entrata tra le top 25 vanta un clamoroso 60% di vittorie contro le prime 10 del mondo. Tra le sue vittime più illustri Sharapova e Azarenka, due ex n.1. Vero che la 34enne numero uno non giocava un match ufficiale da quattro mesi, ovvero dalla sconfitta in semifinale contro Roberta Vinci agli US Open. Una decina di giorni fa la campionessa americana si era anche ritirata alla Hopman Cup per una infiammazione al ginocchio destro, ma è apparsa in buone condizioni. Merito di Camila quello di essere rimasta sempre in partita. Dopo aver perso il primo parziale, nel secondo c’è stato grande equilibrio fino al 5-5, quando la Giorgi ha ceduto il turno di battuta dopo aver salvato tre palle break su un doppio fallo (12 in totale). “Ci ho creduto sino alla fine – ha detto Camila – ho giocato abbastanza bene e non mi sembra che in campo ci sia stata una grande differenza tra me e la mia avversaria. Lei però è stata più lucida nei momenti decisivi. Se pensavo al fatto che non giocava un match da tanti mesi? No, ero concentrata sul mio tennis”. Inattesa, invece, la sconfitta al primo turno di Sara Errani, testa di serie numero 17, che ha ceduto in tre set alla 21enne russa Margarita Gasparyan, numero 60 del ranking Wta: 16 7-5, 6-1 in due ore e 12 minuti. La 28enne romagnola, capace si arrivare nei quarti nel 2012, ha dominato il primo set, ma poi si è via via disunita (ha anche accusato un problema al gluteo sul finire del terzo parziale), lasciando troppo l’iniziativa alla rivale.