Milos Raonic ha superato in quattro set Gael Monfils, in una partita più facile di quanto non dica il punteggio finale (6-3, 3-6, 6-3, 6-4), diventando così il primo canadese maschio a raggiungere le semifinali agli Australian Open. Di fronte si troverà Andy Murray che a sua volta ha sconfitto in quattro set Ferrer. Nella parte alta del tabellone, l’attesissima super sfida Federer-Djokovic, domani. Tra le donne, Serena Williams-Radwanska da una parte, e l’inedita Konta-Kerber dall’altra.

UOMINI

Murray vs Ferrer. Dopo un primo set facile per lo scozzese, più la partita s’è complicata, con scambi sempre più lunghi e duri contro il gladiatore spagnolo, più Andy s’è trasformato uno di quei pendolari che ogni mattina parlano da soli sulla Tube di Londra verso l’ufficio. Non c’era impatto con la pallina che non masticasse anche nella bocca, costretto, come ogni onesto padre di famiglia a cantare e portare la croce, e sciorinava tutto il campionario di parolacce del suo vastissimo repertorio. Invece, contro quel diavolo di Ferrer, aveva bisogno di tutta la sua lucidità e, sbagliando troppo, facendo confusione, cedendo addirittura la rete, ha concesso anche il tie-break del secondo set. Lì un giocatore comune va in tilt, mentre un campione trova d’incanto la soluzione: la classe tennistica superiore e lo stop per l’imminente acquazzone che ha costretto a chiudere il tetto della Rod Laver Arena. E, appena ha smesso di smoccolare, Andy ha ricominciato anche a pensare giusto, a tenere lontano dal campo lo spagnolo, l’eterno secondo, dopo i Fab Four, malgrado a 34 anni stia tentando anche la carta della nuova racchetta. Alzando troppo il livello per Ferrer e tirando due longilinea di dritto da fuoriclasse, due autentici k.o. Murray avanti. Ma che fatica.

DONNE

A Brisbane, in finale, poco più di due settimane fa, aveva conquistato appena quattro giochi. Questa volta Angelique Kerber si è presa una rivincita con i contro fiocchi. Ci aveva perso sei volte su sei contro Victoria Azarenka, ma la mancina tedesca ha scelto il palcoscenico della Rod Laver Arena per battere per la prima volta la bielorussa. Lo ha fatto nei quarti di finale degli Australian Open imponendosi per 6-3, 7-5, annullando ben 5 set-point nel secondo parziale e centrando la sua terza semifinale in uno Slam dopo quella degli Us Open 2011 (quando, semi sconosciuta, superò nei quarti Flavia Pennetta) e Wimbledon 2012. E pensare che a Melbourne al primo turno ha dovuto annullare un match-point a Misaki Doi…. Si gioca con la minaccia della pioggia incombente ed eventuale trasformazione del match in indoor. Ed il vento da parecchio fastidio, soprattutto a Vika che parte piuttosto male: perde subito i primi 4 giochi, lei che nelle quattro sfide precedenti del torneo ne aveva ceduti in tutto 11. Recupera fino al 3-4 ma la Kerber, sempre un muro da fondo, incamera il primo parziale al nono gioco. Azarenka incassa il colpo e sembra poter cambiare le sorti della partita: nel secondo set riduce drasticamente il numero degli errori e viene a prendesi anche qualche punto a rete. Strappa il servizio alla tedesca al primo ed al settimo gioco e arriva ad un passo dal pareggiare il conto dei set sul 5-2 40-0. A questo punto però Angelique gioca il tutto per tutto, annulla tre set point e si riprende uno dei due break. Sul 5-4 Azarenka riesce comunque a procurarsi altri due set point (40-15) ma il rovescio di Angelique e la pura di Vika fanno la differenza. Kerber respira e non sbaglia più: aggancia l’avversaria sul 5 pari e porta a cinque la striscia di game consecutivi chiudendo con un cross stretto.

SORPRESA

Quel che è già sicuro è che a Melbourne ci sarà sicuramente una nuova finalista major poiché la Kerber in semifinale troverà dall’altra parte della rete una semifinalista major tutta nuova: Johanna Konta. Nel 2013 c’era stata Sloane Stephens, nel 2014 Eugenie Bouchard, nel 2015 Madison Keys: per il quarto anno consecutivo lo Slam Aussie festeggia una semifinalista a sorpresa. Nel quarto meno “nobile”, quello che nemmeno forse la due protagoniste si sarebbero mai sognate di giocare, la britannica Konta, numero 47 Wta, ha infatti liquidato per 6-4, 6-1 la cinese Shuai Zhang, numero 133 del ranking mondiale, partita dalle qualificazioni. Grazie ad un nastro decisamente british, quello sul match-point, Johanna ha conquistato una semifinale Slam 33 anni dopo quella raggiunta da Jo Durie (Us Open 1983). Ed alla sua prima partecipazione nel torneo del Paese che le ha dato i natali: è infatti nata a Sydney 24 anni fa.