Tre quarti d’ora da sogno e un’ora e mezza da incubo. Ma, nonostante tutto, ecco che alla fine, abbiamo un nuovo re di Melbourne: è svizzero, non è Federer, perché Nadal lui, invece, lo ha battuto. Si chiama Stanislas Wawrinka e per la prima volta in carriera, è campione di uno Slam, gli Australian Open 2014!

Wawrinka ha sconfitto lo spagnolo per 6-3, 6-2, 3-6, 6-3, in una finale condizionata da un infortunio alla schiena che Nadal si è procurato all’inizio del secondo parziale. Già sotto di un set e di un break, anche il più coriaceo dei tennisti sembrava dovesse alzare bandiera bianca. Poi i farmaci all’oppio hanno fatto effetto, lenendo in parte il dolore di Rafa e mettendo Stan sulla strada per il più vicino istituto di sanità mentale. Dopo aver vinto il primo set con un tennis sfavillante e il secondo contro un avversario menomato, lo svizzero ha capito di essere a un passo da un sogno. E si è bloccato, rendendo il tutto molto più umano: dolore e paura hanno definito il resto di una vicenda a tratti drammatica, avvicinando ai comuni mortali due giocatori che per buona parte di questo torneo erano sembrati extraterrestri. “Un anno fa piangevo negli spogliatoi. Adesso non capisco se sto sognando, lo scoprirò domattina” dice Stan, emozionatissimo ma raggiante, sul palco della premiazione a ritirare la Norman Brookes Challenge Cup.

Stan diventa anche il numero 3 del mondo, il numero 1 di Svizzera, il primo giocatore a battere Rafael Nadal e Novak Djokovic nello stesso Slam, il primo a battere le prime due teste di serie di un major dal Roland Garros del 1993. Il fallimento è alle sue spalle, per il resto della sua vita. Il rovescio della medaglia è un giocatore che la sfortuna di un infortunio così debilitante non la meritava, nella stessa misura in cui Stanislas meritava la vittoria. Non meritava nemmeno i fischi di un pubblico troppo competente da farsi insospettire per un medical time out. La Rod Laver Arena, per fortuna, ha cancellato tutto durante la cerimonia conclusiva. Niente boo, niente fischi: solo una standing ovation che ha premiato le sue lacrime, legittime, comprensibili, quasi contagiose. Nemmeno una parola sull’infortunio, molte sull’emozione di poter tornare a competere in questo torneo dopo le paure che popolavano la sua testa dodici mesi fa.

FINALE SINGOLARE MASCHILESanislas Wawrinka (SUI) (8) – Rafael Nadal (SPA) (1) 6-3, 6-2, 3-6,  6-3.

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