MELBOURNE (Australia) - Ancora caldo record a Melbourne, ma non si ferma la marcia di Flavia Pennetta. La tennista brindisina, testa di serie numero 28, ha superato agevolmente al secondo turno la portoricana Monica Puig, 20 anni e numero 58 mondiale, mai affrontata in passato. Si è giocato sulla Margaret Court Arena con temperature superiori ai 40 gradi, anche se rispetto al giorno prima c’era meno sole: andrà avanti ancora per almeno due giorni ed erano 106 anni, dal 1908, che a Melbourne non si registravano tanti giorni di caldo così intenso di fila. Flavia si è imposta in due set: 6-3, 6-4 in un’ora e venti minuti. Un match sempre sotto controllo in cui l’azzurra ha servito molto bene (9 ace e nessuna palla break concessa) e non ha mai permesso alla rivale, che la scorsa estate aveva eliminato Sara Errani a Wimbledon, di comandare gli scambi
Anche Fabio Fognini non si ferma e per la prima volta in carriera raggiunge il terzo turno agli Australian Open. Il 26enne ligure, testa di serie numero 15, ha battuto in tre set il 32enne finlandese Jarkko Nieminen, numero 39 della classifica mondiale e mancino, con cui aveva perso l’unico precedente, molto datato, nel 2009 agli US Open. Fabio si è imposto con il punteggio di 7-5, 6-4, 3-6, 6-2 in due ore e 47 minuti. Dopo un avvio sottotono, con lo scandinavo in vantaggio 3-0 con un break a suo favore, Fabio ha aumentato il ritmo e ha cominciato a comandare gli scambi: 75 il primo set con il break decisivo sul 5-5, 64 il secondo con il break sul 2-2, senza mai rischiare nulla. Nella terza partita l’azzurro ha pagato un piccolo passaggio a vuoto: ha subito il break sul 3-2 e Nieminen ha chiuso 6-3. Quindi nel quarto set Fabio ha ripreso a condurre gli scambi: break al quarto e ottavo game e 6-2 finale.
Tutto facile per Novak Djokovic nel secondo turno degli Australian Open, una chirurgica demolizione dell’argentino Mayer, n° 98 del mondo, curiosamente nato lo stesso giorno di Andy Murray (15 maggio 1987), battuto 6-0 6-4 6-4. Il tre volte campione in carica (e quattro volte vincitore del torneo, che si aggiudicò pure nel 2008) non spreca una stilla di energia di troppo: 12 ace, 12 dritti vincenti e un primo set durato soltanto 22 minuti, in cui concede solo otto punti totali all’avversario. Ben più complicata la qualificazione per il numero 3 del seeding David Ferrer, che concede un set, il secondo, al mancino francese Mannarino, prima di imporsi 7-6, 5-7, 6-0, 6-3 in tre ore e due minuti, non un toccasana in considerazione del gran caldo che continua a imperversare su Melbourne. I due collezionano lo stesso numero di vincenti, 32, ma la differenza sta nei gratuiti, 73 per il francese e 48 per Ferru. Lo spagnolo, inoltre, compila un clamoroso 21 su 22 nei punti vinti a rete, segno di grande intelligenza e della capacità di procurarsi dei ’15′ piuttosto facili dopo scambi prolungati. Agevole invece la qualificazione del bombardiere Berdych, che serve sempre a più di 200 all’ora ed è intrattabile nei propri turni di battuta, tanto da non concedere neppure una palla break al francese De Schepper, sconfitto 6-4 6-1 6-3. Per il ceco, che continua a sfoggiare una maglietta a righe simil-Spal, anche 21 punti su 25 a rete e 29 vincenti contro 13 gratuiti. In tre set avanti anche Gasquet: 7-6 6-4 6-4 su Davydenko per il francese che nel primo turno aveva festeggiato la 350ª vittoria sul circuito.

Avanza come un trattore la favoritissima Serena Williams, incurante del gran caldo (più di 35 gradi anche oggi), per il quale dice di aver trovato la formula: “Tirare forte e fare il punto più in fretta possibile“. Ne fa le spese la serba Dolonc, numero 104 del mondo, che si arrende 6-1 6-1 in poco più di un’ora con un significativo differenziale di 24 vincenti a 9, oltre ai soliti missili in battuta della numero uno del mondo. Finisce invece la favola della svizzera Bencic, la nuova Hingis, stoppata 6-0 7-6 dalla Li Na, finalista uscente. La giovane elvetica paga lo scotto del Centrale nel primo set, in cui non mette in campo nulla (solo un vincente) e assiste impotente alla lezione dell’avversaria, ma poi ha una reazione di orgoglio e di classe nel secondo, issandosi fino al tiebreak, dove emerge ovviamente il miglior spessore tecnico della Li. Ma di Belinda risentiremo parlare presto. Tra le teste di serie, saluta la finalsita di Wimbledon Lisicki, sconfitta 2-6 6-2 6-2 dalla romena Niculescu, che la irretisce con il drittino in chop che giocavano le nostre nonne e la costringe a 56 errori gratuiti.