Nell’Australian Open del caldo e delle sorprese, ecco che anche l’ultima grande favorita rimasta, Victoria Azarenka, n.2 del tabellone, ma vincitrice a Melbourne nel 2011 e 2012, saluta il primo Slam della stagione consegnando al torneo quattro semifinaliste un po’ a sorpresa, fatta eccezione, forse, per la cinese Li Na (scopri qui la finale FEMMINILE).

Quindi. Dopo Serena Williams e Maria Sharapova, si arrende anche la bielorussa, A batterla nei quarti è stata l’arguzia tattica, le geometrie di gioco e la gran difesa di Agnieszka Radwanska, testa di serie numero 5: 6-1, 5-7, 6-0 per la 24enne di Cracovia, già finalista a Wimbledon 2012. L’avversaria della Radwanska in semifinale sarà, ed anche qui è una sorpresa, anche se sta giocando un gran tennis, Dominika Cibulkova, coetanea della polacca, per un match che si annuncia altamente spettacolare.

La slovacca, testa di serie numero 20, già semifinalista al Roland Garros nel 2009, al primo turno ha battuto la nostra Francesca Schiavone ed è stata protagonista negli ottavi dell’eliminazione della Sharapova. Nei quarti ha concesso appena tre giochi (6-3, 6-0) alla rumena Simona Halep (n.11).

Cibulkova-Radwanska nella parte bassa, Na Li-Bouchard in quella alta. Le semifinali del primo Slam della stagione sono impronosticabili e, soprattutto, non hanno come comun denominatore la potenza delle protagoniste in campo. Na Li (favorita numero 4 e finalista in due occasioni a Melbourne nel 2011 e nel 2013) e la Radwanska sono un po’ le tattiche del circuito, la Cibulkova e la Bouchard non sono certo potenti come Azarenka e Serena Williams. La giovane canadese del Quebec, in particolare, campionessa junior a Wimbledon 2012, ha scalato le posizione nel circuito maggiore a una velocità impressionante: semifinale alla quarta partecipazione a uno Slam! A 19 anni è diventata la prima canadese a centrare le semifinali Slam dal 1984, quando fu Carling Basset-Seguso a raggiungerli agli US Open.

TABELLONE MASCHILE – Quella tra Roger Federer ed Andy Murray era una partita dai molteplici significati, con una posta in palio che andava oltre un posto nella semifinale degli Australian Open. Era una sfida tra due giocatori che hanno un disperato bisogno di dimostrare a se stessi l’effettiva guarigione dai rispettivi problemi alla schiena, di liberarsi dal dubbio atroce di non essere in grado di tornare ai livelli del passato: recente per lo scozzese, un po’ meno per lo svizzero. Vincere significava affermare con i fatti “Sono tornato”. L’ace esterno da sinistra, di una precisione crudele e sublime, che ha sigillato questo quarto di finale sul punteggio di 6-3, 6-4, 6-7(6), 6-3, è il punto esclamativo che chiude quella frase. Roger Federer alza il pugno chiuso, si gira verso il suo angolo, sorride. Fosse finita nel terzo set, sarebbe stata una dimostrazione di potenza totale. E’ invece diventata una lotta, un po’ per demeriti di Roger, un po’ per i meriti di Andy, un po’ per una chiamata arbitrale sbagliata a favore del primo che ha riacceso lo spirito da combattente del secondo.

Roger ha sprecato due match point nel tiebreak del terzo set, poco dopo aver fallito la possibilità di chiudere l’incontro al servizio sul 5-4. Ha mancato 14 palle break su 17. Sull’1 pari del quarto ha visto passare sei palle break, perdendole tutte e dando l’impressione di essere pronto a sprofondare in piena depressione agonistica, mentre i segnali sembravano tutti puntare verso la rimonta di Murray. Fino allo strappo decisivo, arrivato sul 4-3 del quarto set con un delicatissimo tocco a rete. “So di essere uno dei giocatori che sbaglia più palle break” ha detto Roger a Jim Courier, pochi minuti dopo il match point, con un’umiltà cui non siamo del tutto abituati. “Sono abituato a sbagliarle ormai. Quindi mi ricostruisco una chance, la spreco. Ne ho un’altra, la spreco di nuovo. Cerco di non buttarmi giù, di star tranquillo, anche se vorrei scagliare qualcosa fuori dallo stadio a volte.” Alla fine, la sua testardaggine e il suo genio prima o poi si mettono d’accordo per salvarlo, incantando. E’ successo anche questa volta. Ed è una vittoria splendida, che lo porta nella sua undicesima semifinale consecutiva a Melbourne.

Contro Rafael Nadal, che ha raggiunto le semifinali degli Australian Open per la quarta volta. Per quanto felice della vittoria contro un avversario che finalmente inizia mostrare il suo potenziale, lo spagnolo è però probabilmente preoccupato. Oltre a un finalmente determinatissimo – ma sprecone – Grigor Dimitrov, a causargli problemi è infatti sempre più la vescica nella mano sinistra. Rafa è riuscito a salvarsi con il punteggio di 2-6, 7-6(3), 7-6(7), 6-2, in quasi quattro ore di partita.

A parziale consolazione, per l’Italia, infine, arriva la terza finale consecutiva per Sara Errani e Roberta Vinci nel tabellone di doppio femminile degli Australian Open. La coppia numero uno del mondo, che difende il titolo conquistato lo scorso anno, ha battuto in semifinale la ceca Kveta Peschke e la slovena Katarina Srebotnik, teste di serie numero 6, con il punteggio di 6-1, 6-4. In finale affronteranno le russe Ekaterina Makarova e Elena Vesnina, teste di serie numero tre. Per le “Chiqui’s” è la sesta finale di Slam in doppio: hanno vinto tre titoli (Roland Garros e US Open nel 2013 e Australian Open nel 2013).

RISULTATI ODIERNI E TABELLONE MASCHILE

RISULTATI ODIERNI E TABELLONE FEMMINILE