Quando riesce a tenere a bada i nervi, Aurelio De Laurentiis (foto by InfoPhoto) si rivela un personaggio tutt’altro che banale nel pensiero e nella proposta. Che abbia imparato a costruire e a gestire in maniera virtuosa una squadra di alto livello è sotto gli occhi di tutti, ma anche nell’ottica della riprogrammazione istituzionale del nostro calcio il presidente del Napoli dimostra di avere idee chiare.

Non ci possiamo mettere altri 10 anni per ridurre la Serie A a 16 squadre. Ci dobbiamo preoccupare dei club e della formazione dei giovani del futuro, non possiamo continuare a comprare dall’estero. Basterebbe iniziare a schierare le nostre squadre Primavera in Lega Pro”

“Se potessi costruire uno stadio, abolirei le cuve. I nostri tifosi mi hanno detto che, nel caso di una ristrutturazione del San Paolo, sarebbe meglio tornare alla gradinate, perché loro i seggiolini li spaccano”

“ Rummenigge mi ha detto, molto preoccupato, che loro hanno solo 300 tifosi di curva che vogliono venire qui da noi per imparare a far casino

Okay, quella sugli stadi senza curve è probabilmente una boutade – il problema delle tifoserie violente non si risolve certo grazie a scappatoie architettoniche – così come è forse esagerato l’accento sulla sparata del dirigente del Bayern Monaco. Però De Laurentiis ha ragione da vendere sulla Serie A a 16 squadre – bando ai passatismi, ma è indubbio che negli anni Ottanta il nostro campionato fosse un gioiello anche per questo motivo – e sulla totale inutilità del campionato Primavera. A 18 anni i giovani talenti vanno testati nel calcio dei grandi. Speriamo che qualcuno gli dia retta.