Drammatica intervista rilasciata dal fantasista argentino del Paris Saint Germain, Javier Pastore, ad una tv sudamericana, l’emittente Teleocho di Cordoba, città in cui l’ex stella del Palermo è nato.

Attentati Parigi, la testimonianza di Pastore

“Sono choccato, venerdì ho perso due mie cari amici”, le parole di Pastore “sono molto triste e non sarà facile tornare a Parigi dopo gli attentati“.

I due amici di Pastore erano al teatro Bataclan, stavano assistendo al concerto degli Eagles of Death Metal: “Erano i proprietari di un ristorante situato ad appena 300 metri da casa mia”, racconta il calciatore.

“Non riesco a credere che possa esistere gente che compia degli atti del genere. Questa è una tragedia che non riguarda solo la Francia, ma il mondo intero”.

“E’ brutto quanto successo, specie per me che devo far ritorno a Parigi in un clima d’inquietudine. Sarà difficile stare in città in questo periodo, spero che la situazione si risolva, che si possa vivere in pace”.

I pensieri di Pastore vanno soprattutto alla sua famiglia: “Per fortuna mia moglie e mia figlia non abitano a Parigi, ma in Italia. Io però devo far ritorno nella capitale francese, è lì che è il mio lavoro”.

Javier Pastore, che a Cordoba ha vissuto i giorni precedenti al ritorno in Francia, non ha potuto prendere parte all’amichevole dell’Argentina contro la Colombia a causa di un infortunio muscolare.

Oltre a Javier Pastore, anche David Luiz ed Edinson Cavani sudamericani del Psg hannoe spresso timori per la situazione creatasi nella capitale francese: “Il nostro lavoro è a PArigi, ma dipendesse da noieviteremmo di ritornare”, hanno dichiarato i due calciatori, in questi giorni impegnati con le rispettive Nazionali in Sudamerica.