Fabio Fognini (foto sito ufficiale) manca l’appuntamento con la storia e non riesce ad eguagliare la striscia vincente di Adriano Panatta, che nella storica primavera del 1976 vinse 14 incontri consecutivi tra Roma, Roland Garros e Nottingham. Per la terza domenica consecutiva il tennista ligure si gioca un titolo ATP ma stavolta cede nella finalissima del Vegeta Croatia Open (tradizionale torneo di Umago, 467.800 euro di montepremi) a un Tommy Robredo in grande spolvero: lo spagnolo, uno dei giocatori che nessuno si augura di incontrare specie sulla terra battuta, si impone 6-0 6-3 e spezza il sogno del terzo titolo consecutivo, impresa mai riuscita a nessuno nella storia open del tennis italiano.

Nonostante la sconfitta nella finale, il 26enne di Arma di Taggia diventa il primo italiano dai tempi di Barazzutti (l’ attuale capitano azzurro di Davis e Fed Cup, numero 12 nel 1979  dopo aver raggiunto anche la settima posizione mondiale) a sfondare il muro dei primi 18 giocatori del mondo. Un muro invalicabile per 34 anni. Solo una settimana dopo il titolo conquistato ad Amburgo, il ‘Balotelli del tennis era entrato per la prima volta tra i top 20 del tennis e da domani salirà al numero 16 della classifica ATP, subito alle spalle di Marin Cilic (in odore di squalifica doping. Omar Camporese, Andrea Gaudenzi e Andreas Seppi (ultimo in ordine di tempo lo scorso 28 gennaio) si erano tutti fermati al numero 18.

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