Non fosse stato per la Finale di Parigi, lasciata a Wawrinka in maniera inattesa, Novak Djokovic avrebbe letteralmente dominato la stagione di tennis 2015, conquistando il Grande Slam e il Masters. Poco male, ci è andato veramente vicino.

ATP FINALS

I tre successi stagionali – era colui il quale era riuscito a battere più spesso (3 volte) il numero uno del mondo, compreso mercoledì scorso – avevano illuso tutti, probabilmente lo stesso Roger Federer in versione “barbuta”, facendo presagire un finale diverso. Ma non c’è stato nulla da fare: il 2015 andrà in archivio come la stagione di Novak Djokovic. Aggiudicandosi per la quinta volta – la quarta di fila – le Atp World Tour Finals, che si sono concluse sul veloce indoor della “O2 Arena” di Londra, il 28enne di Belgrado, dominatore del tennis maschile, ha messo in bacheca l’undicesimo trofeo stagionale: in finale ha sconfitto per 6-3, 6-4, in un’ora e 23 minuti di partita, il 34enne di Basilea. Era la terza volta che i due si affrontavano nella finale del Masters: era già accaduto nel 2012 e nel 2014 ed ha sempre vinto il serbo (ma quella dello scorso anno non si è disputata per il forfait dello svizzero). Ora Djokovic è a un solo successo alle Finals dal record assoluto, 6 trofei, detenuto proprio da Federer.

UNA STAGIONE MOSTRUOSA

Sul 2015 di Novak Djokovic si sono sprecati tutti i possibili commenti positivi. Tre titoli e una finale nei tornei del Grande Slam, sei Masters 1000, un ATP 500 e, tanto per gradire, pure il trofeo delle ATP World Tour Finals. A Londra il numero uno del mondo ha conquistato l’11esimo titolo in stagione, ritoccando il suo record personale (10 trofei) stabilito nel 2011. Nole chiude un anno in cui ha raggiunto 15 finali consecutive (su 16 tornei disputati) con un bilancio di 82 vittorie contro 6 sconfitte: gli unici capaci di batterlo sono stati il croato Ivo Karlovic nei quarti a Doha, lo scozzese Andy Murray in finale a Montreal, Federer nelle finali di Dubai e Cincinnati e nel round robin di Londra. La sconfitta più dolorosa per Nole è però senza dubbio quella rimediata contro lo svizzero Stan Wawrinka nella finale del Roland Garros.