Il Milan saluta l’Europa nel peggiore dei modi dopo aver accarezzato solo per un istante il sogno del colpaccio nella bolgia del Vicente Calderon. Dopo l’1-0 dell’Atletico a San Siro (CLICCA QUI PER RIVIVERE LA SFIDA), i rossoneri incappano in una sonora batosta (4-1) nella Madrid biancorossa. Per ribaltare il punteggio e sperare nel miracolo quarti, Seedorf sceglie Balotelli unica punta e recupera Poli, schierato insieme a Taarabt e Kakà. Fa discutere la scelta di preferire Abate a De Sciglio nel ruolo di terzino.

Simeone si copre e c’è il solo Raul Garcia, al posto di David Villa, a supporto di Diego Costa. Il primo tempo del Milan è volenteroso ma la doccia fredda per i rossoneri arriva subito: Essien la combina grossa regalando palla a Gabi, Koke pesca il solito Diego Costa che approfitta di un distratto Rami e di punta punta batte Abbiati. Godin al 9′ può già chiudere la pratica qualificazione ma la palla sfiora il palo. I rossoneri accusano il colpo e faticano a rendersi pericolosi dalle parti di Courtois impegnato solo al 24′ da una conclusione di Balotelli.

Proprio da un’apertura di SuperMario, che peraltro ci si aspetterebbe da un qualsiasi attaccante degno di questo appellativo, nasce il pareggio del Milan: al 27′ Poli confeziona un cross al bacio per Kakà che di testa insacca. Pochi minuti più tardi il brasiliano ha sulla testa la palla del 2-1 (e della qualificazione) ma da ottima posizione spedisce alto il perfetto cross dalla destra di Taarabt. La dura legge del gol colpisce i rossoneri che al 40′ incassano il raddoppio dell’Atletico: su sponda di Diego Costa, Arda Turan insacca con un tiro innocuo su cui è decisiva la sfortunata deviazione di Rami. Raul Garcia va vicino al tris con una spettacolare rovesciata prima che Balotelli rimedi l’ennesimo inutile giallo per proteste.

Nella ripresa Diego Costa fa subito vedere i sorci verdi al Milan che rischia di capitolare al 48′ sul palo di Gabi, bravo a finalizzare un gran contropiede dei padroni di casa. L’ingresso di Robinho al posto di Taraabt regala vivacità all’attacco rossonero ma nulla più. Entra anche Pazzini per un Essien quasi impresentabile ma ad affondare il colpo decisivo è Raul Garcia che al 71′ salta più in alto di tutti e di testa infila Abbiati. Il dado è tratto. Robinho coglie una traversa che non avrebbe comunque cambiato le sorti di un match già segnato.

Nel finale arriva addirittura il poker dei colchoneros con lo strepitoso Diego Costa che sigla il 4-1 finale vincendo a occhi chiusi la sfida a distanza con un Balotelli mai in partita. Tre gol a zero, come la differenza reti tra le due squadre. Basterebbe solo questo per spiegare la qualificazione dei colchoneros. Ma la squadra di Simeone si è mostrata comunque più solida e concreta. Per il Milan il rammarico di non aver concretizzato la superiorità all’andata a cui si aggiungono i troppi episodi negativi visti a Madrid. Contro un avversario che faceva paura ma che è sembrato tutto fuorchè imbattibile.

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