Bob Beamon, Pietro Mennea, Sergej Bubka, quello dela vergogna di Ben Johnson. Sono tanti i record dell’atletica leggere che sono passati alla storia.

Atletica leggera: i record storici

Come quello di Roger Bannister, ad esempio. Nel 1954, il venticinquenne studente di medicina finì sotto la soglia psicologica dei 4 minuti sul miglio. Un muro infranto in 3 minuti, 59 secondi e 4 decimi. Poche settimane più tardi John Landy battè il nuovo record in 3 minuti e 58 secondi.

Uno dei record più longevi è stato quello di Bob Beamon. Erano i giochi olimpici del 1968 quando il suo salto in lungo fece segnare 8 metri e 90. Una misura che resistette ben 23 anni. Ai mondiali di Tokio fu battuto in sequenza da Carl lewis (8 metri e 91) e Mike Powell (8 metri e 95).

Pietro Mennea conservò il record mondiale sui 200 metri (19″ e 72) per ben 17 anni. Dal 1979 al 1996, quando venne battuto da Michael Johnson con 19″ e 66 centesimi. Lo stesso americano fu bravo a scendere a 19″ e 32. Poi l’era Bolt e ilr ecord che si abbassa a 19″ e 30 e 19″ e 19.

Lo stesso Usain Bolt è il padrone del record dei 100 metri, battuto per tre volte di fila. 9″ e 72 prima, 9″ e 69 poi, fino all’attuale 9″ e 58, che resiste ormai da 6 anni.

Parlando dei 100 metri, non si può citare, purtroppo, il caso vergognoso di Ben Johnson. Alle Olimpiadi di Seoul, dove Carl Lewis fece segnare la velocità record di 43 Km/h, il canadese ottenne uno stratosferico 9″ e 83, record del mondo dell’epoca. Peccato che il canadese risultò positivo alla prova antidoping.

Il record del mondo nel salto in asta è invece dell’ucraino Sergej Bubka, pluricampione olimpico e mondiale, capace di saltare fino a 6 metri e 14 centrimetri. Il recor del mondo è del 1994.

Ma quando si parla di record nell’atletica, non si può non citare l’impresa del 1935 di Jesse Owens. Nel giro di tre quarti d’ora demolì i record mondiali nelle specialità di salto in lungo, 220 yarde, 220 yarde ad ostacoli, eguagliando quello delle 100 yarde.