MILANO – La giornata nera dell’atletica e non certo per le gare, a poco meno di un mese dai Mondiali di Mosca. (Foto Infophoto).

Le notizie bomba, una dopo l’altra, arrivano nel tardo pomeriggio di domenica 14 luglio 2013: comincia “per primo” Gay, lo sprinter americano, il più veloce del 2013 (9″75) e il secondo più veloce di sempre dopo Usain Bolt, trovato positivo a un controllo antidoping. Di fatto perde così ogni chance di partecipare ai Mondiali di Mosca (10-18 agosto), come lui stesso ha confermato nell’immediatezza della diffusione della notizia. Non è ancora nota la sostanza per la quale Gay è stato trovato positivo, ma l’atleta ha detto che venerdì gli è stata notificata la notizia dall’agenzia americana antidoping (Usada) per un controllo a sorpresa del 16 maggio, durante un periodo di allenamento dopo una gara a cui aveva preso parte.

Ancora peggio per la Giamaica: cinque atleti che hanno preso parte ai campionati nazionali del mese scorso, a Kingston, sono risultati positivi al controllo antidoping. Fra loro ci sono anche medagliati olimpici: uno è Asafa Powell, ex primatista mondiale sui 100 metri, che avrebbe usato uno stimolante. Un altro è Nesta Carter, oro nella staffetta 4×100 ai Giochi di Pechino. E’ già emerso un terzo nome, quello di Sherone Simpson, pure lei oro ad Atene nel 2004 nella 4×100, Lo hanno fatto sapere fonti della federazione di atletica del paese caraibico. La positività di questi 5 atleti è stata poi confermata dal direttore dell’agenzia nazionale antidoping (Jadco) Herb Elliott, che ha aggiunto di essere in attesa del risultato delle controanalisi.

Di recente c’era stato un altro caso che, sempre in Giamaica, aveva coinvolto una delle stelle della squadra: la due volte campionessa olimpica dei 200 Veronica Campbell-Brown era risultata positiva per un diuretico, che può essere utilizzato per mascherare l’uso di sostanze proibite.