200mila euro in cambio della copertura sui casi di doping che hanno coinvolto alcuni atleti russi. E’ questa la grave accusa che pende su Lamine Diack, fino ad agosto scorso presidente della Iaaf, l’organo che governa l’atletica mondiale.

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In particolare, il senegalese è sotto inchiesta in Francia per ‘corruzione passiva’ ed in Russia per ‘riciclaggio’.

Sulla vicenda è subito intervenuto l’attuale presidente della Iaaf, Sebastian Coe, che ha chiesto agli inquirenti di essere ascoltato quanto prima.

Lamine Diack avrebbe intascato 200mila euro per coprire casi di doping. I soldi gli sarebbero pervenuti dalla federatletica russa secondo quanto riferiscono fonti vicine ai giudici che stanno conducendo le indagini.

Altri indagati

Insieme a Lamine Diack risulta indagato anche il suo avvocato, il 44enne Habib Cissé. Agli arresti è finito invece l’ex presidente del programma antidoping della Iaaf, Gabriel Dollé, fermato a Nizza.

‘I giudici francesi stanno conducendo delle indagini sulle stesse vicende che hanno portato ad una inchiesta da parte di Iaaf e Wada‘, si legge in un comunicato diffuso dalla stessa federatletica mondiale prima che la notizia dell’inchiesta della magistratura ordinaria divenisse di dominio pubblico.

La Iaaf ha ammesso che i magistrati hanno anche perquisito la sua sede di Montecarlo.

Della corruzione come strumento per coprire i casi di doping riguardanti atleti russi aveva già parlato un documentario uscito nel 2014, Dossier doping: come la Russia fabbrica i suoi campioni, trasmesso dalla tedesca Ard. Corruzione che, spiega il documentario, è fiancheggiata dallo stesso governo di Mosca e dalla Rusada, l’agenzia antidoping russa.

In agosto il Sunday Times aveva scritto che circa il 30% degli atleti partecipanti ai mondiali di Daegu, disputati nel 2011 in Corea del Sud, aveva assunto sostanze messe al bando dalla Wada, riuscendo però a sfuggire alle maglie dell’antidoping. Stesso discorso per un terzo dei medagliati ai Mondiali compresi dal 2001 al 2012, nelle discipline del fondo e del mezzofondo.