Dopo lo splendido esordio in Coppa Italia e la buona ripresa in campionato al termine della pausa natalizia, il Napoli sembra essere entrato in crisi (foto by Infophoto). Dopo i pareggi con il Bologna e il Chievo, che hanno fatto perdere punti preziosi alla manovra di avvicinamento alla Roma, è arrivata come un fulmine a ciel sereno la sconfitta con l’Atalanta (leggi qui la cronaca della gara). Tre punti persi, che avrebbero potuto consentire un arrembaggio alla seconda in classifica. Tre punti preziosi che avrebbero potuto portare i partenopei a dormire sonni più tranquilli, complice il momento di flessione della Fiorentina. La debacle contro gli orobici si è però manifestata nel modo peggiore: una tripletta della Dea che ha avuto nelle vesti di castigatori Moralez e Denis. Già, proprio lui: l’ex che non serviva alla squadra campana. Ma si è proprio sicuri che non sarebbe servito? Al momento in rosa non figura alcun attaccante in grado di prendere il posto di Gonzalo Higuain. Ogni tanto l’argentino ha bisogno di riposare: dunque, con chi verrebbe sostituito? Duvan Zapata ha mostrato tutti i suoi limiti: al cospetto di una buona fisicità c’è troppa macchinosità e poca qualità (leggi la sua pagella). Il giocatore è troppo lento per un gioco come quello partenopeo, improntato sulla velocità. Troppo avulso dagli schemi e ben poco “terminale offensivo”. Denis probabilmente sarebbe servito, e con il turn over praticato spesso dal tecnico Rafa Benitez avrebbe trovato spazio. Proprio l’allenatore, colui che ha vinto tanto, viene oggi messo sotto accusa per le sue scelte tattiche. Effettivamente sembra che il modulo a lui tanto caro, il 4-2-3-1, sia diventato troppo prevedibile. Il turn over praticato nella gara contro i bergamaschi era equilibrato: sono stati cambiati 4 giocatori non 9 come accadde ai tempi del suo predecessore, eppure la squadra non ha girato. Probabilmente ci sono certe pedine che non possono essere toccate. Praticamente inamovibili. Lo sguardo quindi va nuovamente sul mercato, dove il club partenopeo ha cercato di completare la rosa ma che difetta in qualità di alcuni suoi uomini. Il Napoli rischia in campionato ed ora dovrà affrontare la semifinale di Coppa Italia con una Roma forte e rinforzatasi ulteriormente. Mugugni e contestazioni fioccano in ogni dove. Persino a Castel Volturno cominciano a comparire manifestazioni di dissenso alle scelte societarie. Critiche senz’altro fondate su giuste ragioni, ma che non sono da condividere appieno soprattutto nelle modalità. De Laurentiis ha portato la squadra partenopea nell’Olimpo delle grandi e l’ha resa nuovamente popolare all’intera Europa. Conti alla mano, il Napoli è una delle poche società ad avere i conti perfettamente in ordine, in linea con il fair play finanziario. Il Napoli spende, ma forse non sa spendere. Probabilmente ci sarebbe bisogno di un riassetto societario e di maggiore chiarezza in ordine al tanto decantato progetto di cui De Laurentiis spesso ha parlato. Questo è un punto sicuramente contestabile in forma civile ed educata. Sono fuori luogo gli insulti e le offese: si ricordi che una squadra di calcio, per restare in vita, ha bisogno di una società seria alle spalle e di investitori di calibro che al momento non ci sono e non si sa se un giorno ci saranno (del resto l’Italia  ha poco appeal e Napoli non è un centro di transazioni commerciali, elemento primario per un ipotetico sceicco o investitore straniero). Il calcio ormai è soprattutto business economico. Conta poco la passione, conta molto il movimento delle banconote. Conta molto uno stadio di proprietà (su questo ci sarebbe da fare un discorso a parte).

Intanto la squadra quest’oggi è tornata ad allenarsi, in vista dell’impegno del prossimo mercoledì. E’ stata anche ufficializzata la lista di coloro che parteciperanno alla prossima fase di Europa League. Tra i nomi non risulta quello di Jorginho (per le sue dichiarazioni clicca qui), il centrocampista neo acquisto della società campana. Tante le polemiche che si sono subito sollevate, ma probabilmente il motivo deriva dalle normative UEFA. Secondo il Regolamento, sono possibili solo alcune variazioni rispetto alla prima lista:

1) devono essere inseriti almeno due giocatori formatisi nelle giovanili (nel caso del Napoli, Romano e Palmiero) e 4 giocatori “formati nel calcio italiano”, cioè che tra i 15 e i 21 sono stati in Italia per almeno 3 stagioni (tra le fila azzurre Hamsik, Uvini, Zuniga e Insigne);

2) sono concessi solo 3 nuovi giocatori rispetto alla lista (considerate le esclusioni di Mesto per infortunio e Cannavaro e Armero per cessione, Benitez ha pensato a Reveillere, Henrique e Ghoulam).

Scelte non condivise  ma in parte obbligate.

Questa la lista dei giocatori scelti per la seconda fase dell’Europa League

Portieri: Rafael, Pepe Reina, Roberto Colombo

Difensori: Raul Albiol, Miguel Angel Britos, Faouzi Ghoulam, Federico Fernandez, Henrique, Christian Maggio, Anthony Reveillere, Bruno Uvini, Camilo Zuniga

Centrocampisti: Valon Behrami, Blerim Dzemaili, Gokhan Inler, Luca Palmiero (’96), Antonio Romano (’96)

Attaccanti: Josè Maria Callejon, Dries Mertens, Marek Hamsik, Gonzalo Higuain, Lorenzo Insigne, Goran Pandev, Duvan Zapata

A cura di Maria Grazia De Chiara