Termina nel modo peggiore per i partenopei a Bergamo. I campani tornano a casa senza punti e con una grave crisi di affrontare. La vittoria degli orobici per il risultato di 3-0 è dura da digerire e apre a riflessioni interessanti riguardanti il mercato da poco conclusosi (per approfondimenti clicca qui). Sono arrivati vari innesti che non potranno rinforzare la rosa fin da subito, ma essendo protesi alla fase offensiva riusciranno a sopperire alle gravi lacune difensive evidenziatesi quest’oggi in forma ancora più rilevante? Il turnover praticato da Benitez sembrava abbastanza equilibrato, ma era indispensabile eliminare i movimenti di Higuain dal campo a vantaggio di uno Zapata troppo legnoso e inconcludente? Intanto la Roma continua a sonnecchiare e si è persa l’occasione di allungare maggiormente le distanze dalla Fiorentina. Benitez questa volta ha toppato (foto by Infophoto).

Rispetto alle anticipazioni (per ulteriori approfondimenti leggi qui), l’Atalanta di Colantuono si schiera con Consigli tra i pali e Benalouane,Stendardo, Yepes  e Del Grosso nel reparto arretrato. A centrocampo ci sono Raimondi, Baselli, Migliaccio e Bonaventura. In attacco Denis e Moralez. Benitez, invece, preferisce un ampio turnover (per le precisazioni clicca qui): Reina resta tra i pali, mentre in linea difensiva è tutto inalterato con Maggio e Reveillere esterni, Albiol e Fernandez centrali. Si rivede la coppia di centrocampo svizzera Inler-Dzemaili, mentre in attacco riposano Higuain e Hamsik, con Callejon, Pandev e Mertens ad agire fin dal primo minuto alle spalle di Duvan Zapata.

La prima frazione di gioco termina sullo 0-0. Buon avvio dell’Atalanta su un Napoli che inizialmente sembra fare partita di attesa. La compagine ospite chiude bene i propri spazi, ma sembra molto lenta e pigra nella manovra offensiva. Duvan Zapata non riesce ad essere incisivo: il giocatore si presenta con buona fisicità ma troppo lento e macchinoso nel movimento. Callejon riesce ad essere sempre incisivo e si lamenta dei pochi palloni giocabili che gli arrivano. Mertens è sempre una scheggia impazzita, ma gli orobici riescono a prevedere e a neutralizzarne le azioni. Poche le occasioni da goal da segnalare. Dopo un destro sballato di Christian Maggio, è Bonaventura a provare la conclusione al volo senza fortuna su cross di Raimondi. Interessante il cross di Dries Mertens a mettere un buon pallone al centro dell’area avversaria, come interessante è il duetto Moralez-Bonaventura che termina con una conclusione fuori misura. Al 21’ è nuovamente l’Atalanta a rendersi pericolosa con un colpo di testa di Bonaventura che non trova la porta, ma dopo pochi minuti ci sarà la prima sostituzione per infortunio: brutto, infatti, lo scontro tra Consigli e Yepes che porterà il secondo a sedere in panchina a favore di Lucchini. Negli ultimi minuti le due squadre sono molto allungate, quasi spaccate, ed è il Napoli a rischiare di più per una fase difensiva molto imprecisa. Troppi gli errori della squadra di Benitez, che vede solo Reveillere il più attivo nel comparto arretrato e che in fase offensiva sembra spenta e senza idee. Che manchi il terminale “Higuain”? Si attendono provvedimenti del tecnico azzurro.

Nella ripresa sono gli errori dei partenopei a far da padroni del match. Al 47’, in una situazione di stallo e totale equilibrio, la gaffe di Pepe Reina regala il goal del vantaggio agli orobici. L’Atalanta, forte del vantaggio, comincia ad impensierire sempre di più il Napoli che, in questa fase della gara, appare demotivato e deconcentrato. Troppi gli svarioni difensivi. Troppe le imprecisioni anche elementari che costano caro agli uomini di Benitez. Al 64’ è ancora la formazione di Colantuono a rendersi pericolosa, con Albiol a cercare di mettere una pezza. Il peggio però deve ancora venire, perché gli errori di Inler e di Fernandez permettono ai padroni di casa di allungare le distanze portandoli sul 3-0. Benitez si rende conto di aver probabilmente osato troppo nel turnover e prova a raddrizzare le cose. Entra Higuain, che sicuramente dà più fervore al gioco della squadra. Entra Jorginho per cercare di infondere maggiore qualità in mezzo al campo. E’ tuttavia difficile riuscire a ribaltare un risultato così amaro, come anche rincorrere la Dea per agguantare un pareggio che a poco serve nella situazione della classifica. Il Napoli al triplice fischio finale esce battuto in modo troppo severo, ma sicuramente non demeritato.

A cura di Maria Grazia De Chiara