Atalanta-Napoli 1-3 e azzurri che tornano al successo che mancava dalla gara con l’Inter. La squadra di Sarri trova pochi spazi in un primo tempo scialbo, ma è capace di sprigionare il suo potenziale nel corso della ripresa, dove va in vantaggio con un rigore di Hamsik, si fa subito riprendere (Gomez) per poi passare di nuovo avanti e chiudere i conti con due reti di Higuain.

La cronaca di Atalanta-Napoli trova davvero pochi spunti nel primo tempo. Le due squadre non riescono a creare vere occasioni da rete (se si eccettua un paio di conclusioni da ottima posizione di Higuain ed una di Maxi Moralez in apertura con tiro sparato su Reina) regalando agli spettatori 45 minuti che dimenticheranno facilmente.

Tutt’altra storia la ripresa. Dopo pochi minuti gli azzurri vanno in vantaggio. Calcio d’angolo, fallo di mano nettissimo di De Roon e rigore inevitabile. Dal dischetto si presenta Hamsik (reduce da un errore in coppa Italia dagli undici metri) e gol col brivido: palla sotto la traversa che cade oltre la linea: 1-0 per un rigore che ha ricordato quello di Zinedine Zidane nella finale di Germania 2006.

La gioia dei partenopei dura pochissimo. Palla al centro, un giro e mezzo di lancette e palla alle spalle di Reina dopo una combinazione Maxi Moralez-Denis-Gomez. El Papu fa 1-1 con un preciso destro che si infila tra palo e mano del portiere iberico.

Tutto da rifare per la squadra di Sarri, la quale, comunque, non si scoraggia ed è brava a ripassare per merito di Higuain che devia in rete di testa dopo calcio d’angolo di Jorginho.

Sfuriata dell’Atalanta che però non trova sbocchi grazie ad un Napoli stavolta impeccabile in fase difensiva. Insigne sfiora il 3-1 con un destro dalla distanza che rischia di beffare Bassi: sarebbe stato un eurogol.

Jorginho si fa ammonire due volte nel giro di pochi minuti e si guadagna la doccia anticipata. L’Atalanta ci mette cuore e carattere, ma non basta. Nel finale arriva il tris. Mertens (subentrato a Insigne) pesca Higuain che batte in uscita Bassi. 3-1.

Ancora Mertens protagonista. al 90′ scherza con un Paletta in versione Brasile 2014 (ovvero lento e impacciato) che non può far altro che abbattere il belga in piena area di rigore. Espulsione per l’italo-argentino e Hamsik che fallisce il suo nono rigore (su 16 calciati) in carriera. Un record negativo clamoroso, l’unico neo di un Napoli che ha ripreso l’inseguimento all’Inter capolista.