L’ultimo capitolo dell’orrido campionato rossonero si chiude con una vittoria, la terza nelle ultime quattro giornate. L’1-3 in casa dell’Atalanta porta la firma di due ex nerazzurri doc, Giampaolo Pazzini e Giacomo Bonaventura, che con le loro reti hanno ribaltato il vantaggio iniziale firmato Baselli e reso più dolce l’addio di Pippo Inzaghi alla panchina del Milan, decisione che verrà probabilmente ufficializzata la prossima settimana.

Per 25’ il Milan non fa nemmeno finta di essere sceso in campo, tanta è l’approssimazione tattica e la voglia di sudare. D’altra parte, difficile pretendere qualcosa di diverso all’ultima, inutile giornata di un simile campionato, soprattutto quando più della metà dei giocatori in campo (Abbiati, Bocchetti, Mexes, De Jong, Van Ginkel, Pazzini) con ogni probabilità sono al passo d’addio in rossonero. Nemmeno l’Atalanta ha motivazioni visibili, se non quella di salutare il proprio pubblico con una bella prestazione: missione riuscita, almeno per la prima parte di gara. I nerazzurri approfittano dell’atteggiamento erbivoro della difesa milanista per seminare il panico soprattutto sulla destra, dove Zappacosta e Moralez scherzano a più riprese un imbarazzante Bocchetti. Baselli sfiora il gol al 7’, poi dieci minuti più tardi è Denis, dimenticato da Mexes, a far tremare la traversa di Abbiati con una violenta capocciata su cross dalla destra di Zappacosta. Il gol è maturo e arriva 4’ più tardi da un’azione in fotocopia: palla tesa dalla destra di Moralez, De Sciglio si perde Baselli che di testa la mette sotto l’incrocio. Al 32’ primo cenno di vita rossonero: corner di Honda, testa di Mexes e salvataggio sulla linea di Cigarini. E’ il preludio all’imponderabile uno-due milanista. Al 36’ Pazzini si guadagna con furbizia e volontà un rigore (ingenuo sgambetto di Masiello) che poi trasforma per la sua 101esima rete in Serie A, la quarta stagionale. Due minuti più tardi è un altro ex atalantino, Jack Bonaventura, a firmare il vantaggio rossonero, ribattendo in rete uno strambo pallone calciato sempre dal Pazzo e finito sul palo alla sinistra di Sportiello. Pazzini aveva esultato, Jack no: il pubblico di casa apprezza.

Nella ripresa, stranamente, cresce l’intensità agonistica, come se davvero il risultato contasse qualcosa. Il risultato è che ti ritrovi a rimpiangere l’andamento marittimo della prima parte di gara, visto che per oltre mezz’ora non si vedono altro che falli, proteste e brutture di ogni genere e categoria. L’Atalanta fa qualcosa di più, contando sull’immancabile collaborazione della linea arretrata del Milan, ma di pericoli veri per Abbiati non ne arrivano. E così, al 35’, sono i rossoneri a triplicare, ancora una volta con Jack Bonaventura: cross dalla destra di Poli, Sportiello e Van Ginkel bucano, il numero 28 centra il palo a porta vuota, salvo poi ribadire con freddezza in rete. E per Jack, a cui Pippo concede la passerella finale, c’è anche l’ovazione da parte di tutto lo stadio. Il match finisce di fatto qua, così come l’avventura di Inzaghi alla guida del Milan. Speriamo solo che il club decida comunque di ringraziare l’ennesima bandiera usata come parafulmine.