E’ un po’ come quando arrivano le 18 del venerdì di una settimana da incubo: vuoi solo che tutto finisca, per poter chiudere la baracca e andartene a casa a dormire, o a ubriacarti, o entrambe le cose. Persino a Pippo Inzaghi, sempre commovente nella sua dedizione, sembra non importare nulla di questo Atalanta-Milan, ed è difficile dargli torto. La sua settimana, tanto per restare in punta di metafora, è stata spaventosa, tra un Galliani che gli comunica l’esonero de facto andando a supplicare Ancelotti, e un Berlusconi che non si trattiene e gli scarica addosso tutta la responsabilità della stagione fallimentare (“La rosa era forte, ma non gli hanno dato un gioco valido“). Povero Pippo, non si meritava un simile trattamento. Non si meritava nemmeno la panchina del Milan, ovviamente, né la riconferma anche per la prossima stagione, ma una bandiera come lui, eroe di Atene e votato alla causa come nessun altro, avrebbe dovuto essere ammainata con tutti gli onori. Peraltro, Pippo ha preso a richiamare un po’ troppo spesso il suo contratto in scadenza nel 2016. Non vorremmo mai che l’atteggiamento francamente intollerabile dei dirigenti stia portando persino uno come lui, certo non un piantagrane dalla personalità debordante come Seedorf, a considerare l’eventualità di salutare la compagnia nient’affatto in silenzio, anzi pretendendo ogni centesimo dovuto fino al 30 giugno del prossimo anno.

Sarebbe una degna conclusione di una degna stagione, non c’è dubbio. Mentre, come detto, la conclusione tecnica di questa stagione si è già avuta qualche settimana fa. Perlomeno, il Milan sta provando a terminare il più dignitosamente possibile, date le circostanze: bella vittoria contro la Roma, sconfitta sfortunata a Sassuolo, bella vittoria con il Torino. Quasi un filotto, considerati i tempi, che i rossoneri potrebbero prolungare questa sera contro un’Atalanta che anche quest’anno ha raggiunto l’obiettivo della salvezza. Inzaghi confermerà in gran parte la formazione che ha sconfitto i granata, lasciando fuori Menez, pur rientrante dalla squalifica (sciatalgia), e riproponendo El Shaarawy a sinistra con Honda a destra. In mezzo torna Mattia Destro, Bonaventura scala in mediana al posto di Poli e accanto ai due olandesi, mentre in difesa dovrebbe rivedersi Zapata dopo un’eternità. Reja si affida al solito unidici.

ATALANTA (4-3-3): Sportiello; Zappacosta, Benalouane, Masiello, Del Grosso; Baselli, Cigarini, Grassi; Moralez, Denis, Gomez. All. Reja

MILAN (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Paletta, Bocchetti; Van Ginkel, De Jong, Bonaventura; Honda, Destro, El Shaarawy. All. Inzaghi