Arena das Dunas di Natal. Italia e Uruguay si contendono il pass per approdare agli ottavi. Espulsione di Marchisio al 59’. Italia in dieci uomini.

Colui che ha ridotto gli azzurri a giocare in inferiorità numerica per gran parte del secondo tempo, pur senza un fallo da rosso, è l’arbitro  Marco Antonio Rodriguez.

Soprannominato “Dracula” per la sua folta chioma scura buttata all’indietro e fissata rigidamente con gel, è lui il direttore di gara scelto dalla Fifa per il match.

Quarant’anni, messicano e nato a Città del Messico, di professione fa l’insegnante di educazione fisica ma svolge anche il servizio di prete protestante.

Considerato un arbitro molto severo e facile al cartellino (si è visto), nell’ultima Coppa Libertadores, nella gara tra l’Atletico Nacional e gli uruguagi del Nacional espulse dopo solo 24 secondi il colombiano Bernal.

Rodriguez passa il suo tempo libero ad ascoltare musica, nuotare e pedalare, oltre che alle sacre scritture.

Gira il Messico tenendo conferenze ai minori sui pericoli della droga, si dedica al recupero dei detenuti e da poco ha completato un corso da allenatore.

Questa è la sua terza presenza in un campionato del mondo, dopo Germania 2006 e Sudafrica 2010.

Nel 2006, tra i fischietti messicani ottenne il via libera solo grazie ad una serie di infortuni, avendo quattro colleghi che lo precedevano in graduatoria. Nei Mondiali attuali ha già diretto Belgio-Algeria.

Una curiosità sul suo conto: il terzo nome è Moreno, come il nome dell’arbitro che nel 2002 accompagnò l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali nippo-coreani con un arbitraggio da brividi.

Visto il risultato finale (0-1 per l’Uruguay) e la conseguente eliminazione della Nazionale italiana dai Mondiali in Brasile, che sia solo una coincidenza?

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