Andrea Agnelli (foto by InfoPhoto) ha confermato Antonio Conte alla guida della Juventus, sicuramente per il prossimo anno e preferibilmente anche per quelli successivi, “come un Ferguson bianconero”. Tutto è bene quel che finisce bene, come direbbe il signor Rezzonico, ma c’è qualcosa che non quadra nelle dichiarazioni fin troppo sollecite del presidente bianconero ai microfoni di Sky Sport.

Antonio Conte non ha chiesto soldi, ma presupposti per continuare a vincere. Questi presupposti ci sono, adesso valuteremo insieme quali elementi ci vogliono per farlo. Antonio può star tranquillo: finché ci sarò io, la fame di vittorie non passerà mai. Da parte mia non c’è mai stata alcuna riserva e da parte sua nemmeno: auspico che diventi il nostro Ferguson. Dopo due stagioni difficili e stressanti aveva bisogno di una carezza e di una conferma”.

Non è strano che Conte, solo un paio di giorni fa, si sia espresso in maniera molto diversa? Non è strano che una conferma così importante e attesa non arrivi dalle voci congiunte di società e tecnico, ma solo dalla prima? Non è che, in realtà, Conte non abbia ancora affatto sciolti le sue perplessità e che l’uscita pubblica di Agnelli serva soltanto a metterlo affettuosamente al muro di fronte ai tifosi?

Peraltro, sarebbe una tattica che Andrea Agnelli ha già utilizzato nel recente passato con un altro idolo bianconero, Alex Del Piero: fu il presidente, nell’ottobre 2011, ad annunciare unilateralmente l’addio del capitano al termine della stagione. Un addio che Del Piero non sembrava affatto convinto di dare – in effetti, sembrò a tutti un benservito camuffato da commiato concordato.