La storia tra Antonio Conte e la nazionale azzurra potrebbe chiudersi dopo meno di un anno dal suo insediamento. L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport racconta del forte malumore del c.t. azzurro: non proprio una novità, ma in questo caso l’insofferenza non è data dalle limitazioni intrinseche al suo ruolo di selezionatore, quanto dall’ombra lunga dell’inchiesta di Cremona sul calcioscommesse.

Il tecnico salentino è sicuro della propria posizione: si sente vittima di un’ingiustizia, per la quale peraltro crede di aver già pagato abbondantemente, con la squalifica per omessa denuncia scontata nel 2012. Per questo motivo i suoi legali, in caso di rinvio a giudizio, chiederebbero comunque il rito abbreviato. Ma la realtà è che Antonio Conte vorrebbe ottenere l’archiviazione immediata, in modo da chiudere definitivamente un’imbarazzante pagina personale e professionale prima che si profili all’orizzonte la sagoma di Euro 2016. In caso di rinvio a giudizio, invece, l’inevitabile scelta sarebbe quella delle dimissioni.

Naturalmente, nel paese delle malelingue, viene quasi spontaneo domandarsi se esista in qualche tipo di relazione causale e temporale tra la notizia delle possibili dimissioni del c.t., la sua Juventus che va a mangiare nel ristorante da 100 euro con 10 euro (leggasi, finale di Champions League) e il Milan che è in cerca di un tecnico a cui affidare il suo ambizioso progetto di rilancio. Difficile credere che Antonio Conte non ci stia pensando. Anzi, impossibile, visto che l’anno scorso era stato davvero a un passo dalla panchina rossonera, prima che la Juve, astutamente, ne bloccasse il trapasso appena in tempo, e dato che oggi il piano triennale milanista sembra decisamente più danaroso e allettante di quello di 12 mesi fa.

Come ormai sa tutto il mondo, povero Pippo Inzaghi compreso, il Milan sta provando disperatamente ad accalappiare Carletto Ancelotti, facendo leva sull’affetto, sulla riconoscenza e sul ricordo dei bei tempi andati. Oggi alle 18 ci sarà un nuovo affondo gallianesco: le possibilità non sono pari a zero, ma l’impresa resta complicata. Se il tecnico che ha regalato al club le sue due ultime Champions League dovesse decidere di star fermo un anno, come peraltro annunciato durante la sua ultima conferenza stampa, ecco che il nome di Antonio Conte tornerebbe a riprendersi la pole position. E questa volta sarà dura scalzarcelo.