Alla fine quello che ha pagato più di tutti è oggi a capo della categoria. Antonio Conte rientra sulla panchina della Juventus dopo un’assenza di 4 mesi in cui ha lasciato la squadra prima a Massimo Carrera, poi ad Angelo Alessio.

La lontananza avrà sicuramente pesato, ma non è nemmeno paragonabile ad altre nel passato, molto più lunghe.

A fine marzo del 1975 la Lazio fu costretta a separarsi da Tommaso Maestrelli per ben 8 mesi, anche se a cavallo tra un campionato e l’altro. I biancocelesti, che nella stagione precedente avevano vinto il titolo, chiamarono Giulio Corsini, salvo poi, dopo che le condizioni di salute del tecnico scudettato erano migliorate, richiamarlo, anche se in coppia con il fido assistente Roberto Lovati.

Il seguito è triste, perchè le condizioni di “Tom”, colpito da un male incurabile, peggiorarono ancora fino alla scomparsa, ad appena 54 anni, del 2 dicembre 1976.

Sempre in tema di squalifiche per scommesse, rimase fuori ben 3 anni Renzo Ulivieri (oggi presidente dell’Associazione Allenatori), fermato dal 1986 al 1989 per un illecito commesso quando era sulla panchina del Cagliari. Lo richiamò Francesco Farina, presidente del Modena, con cui fu promosso dalla C1 alla B.

Inattività forzata anche per Aldo Agroppi che, per colpa di una vecchia partita in cui guidava il Perugia, saltò l’intera stagione 1986-87, senza trovare squadra.

Chi invece ha diretto più a lungo da “allenatore ombra” è Fabrizio Castori, che dal 2003 al 2005 – in seguito alla squalifica per rissa dopo il playoff col Lumezzane – ha affidato il suo Cesena al vice Massimo Gadda. A lui però era permesso recarsi sul campo d’allenamento.

Un’altra assenza, ma per motivi diversi, dalla panchina, è quella di Gigi Radice, che il 17 aprile 1979 era rimasto coinvolto in un incidente stradale in cui avevano perso la vita Paolo Barison e il padre della showgirl Antonella Elia. L’allenatore lasciò nelle ultime 4 gare del 1978-79 la squadra al suo vice Amilcare Ferretti, che raccolse solo 3 pareggi e 1 sconfitta.