L’esultanza smodata di Antonio Conte (foto by InfoPhoto) durante Bologna-Juventus non smette di far parlare. Per il mondo Juve, il tecnico leccese non ha fatto altro che manifestare la sua gioia coi propri tifosi per una vittoria fondamentale; per molti altri, Pioli compreso, Conte è andato un po’ più in là, valicando il confine dello sberleffo all’avversario. E questa, a quanto pare, sembra essere anche l’opinione di Cesare Prandelli, commissario tecnico della nazionale.

Questo clima non mi piace ma dobbiamo dare un contributo perché possa migliorare. Conte ha ragione, queste situazioni sono talmente esasperate e violente che possono dare fastidio e far pensare a un allenatore di cambiare. In Italia c’e’ molta violenza, esasperazione, provocazione. Il nostro compito e’ essere corretti e non cascare nelle provocazioni. Noi (e qui arriva la bacchettata, ndr) siamo responsabili del nostro comportamento in campo, dobbiamo essere noi a iniziare ad avere un grandissimo rispetto nei confronti di tutti. Se ci sono provocazioni bisogna avere la forza di reagire in maniera ferma. Ognuno è libero di esprimere le proprie emozioni, ma c’è una linea sottile tra l’esultanza e il mancare di rispetto agli avversari”.

Il Pastorale Prandelli, com’è suo stile e consuetudine, dispensa buone parole e garbate punzecchiature. Il suo pensiero è chiaro: Conte ha ragione nel sentirsi esasperato, il calcio italiano è un tritacarne, però lui per primo dovrebbe darsi una calmata. E non è nemmeno la prima volta che il selezionatore azzurro critica velatamente Conte, vedasi recenti polemiche arbitrali di Juventus-Genoa (“Gli errori degli arbitri vanno accettati”).

Per la cronaca, visto che in passato non ho mancato di manifestare la mia scarsa simpatia per l’allenatore bianconero (e, al contempo, la mia sincera ammirazione per il suo lavoro), personalmente non credo che Conte abbia inteso provocare la tifoseria del Bologna: si trattava davvero di un’esultanza genuina. Sopra le righe, esagerata, pacchiana quanto volete, ma pur sempre un’esultanza spontanea. Va da sé che io non sia d’accordo con l’esimio Silvio De Rossi, che ha avvicinato il suo temperamento a quello di Mourinho: il primo è un istintivo, il secondo un calcolatore (senza alcuna attribuzione necessariamente positiva o negativa ai due termini). Decisamente più simile ai Malesani e ai Mazzone che all’ayatollah di Setubal.