Nicolas Anelka (foto by InfoPhoto), attaccante del West Bromwich Albion con un recente (quanto evanescente) passato alla Juventus, rischia fino a 5 giornate di squalifica da parte della Federcalcio inglese per aver esultato, durante WBA-West Ham dello scorso 28 dicembre, con il famigerato gesto della quenelle, il saluto nazista rovesciato che in Francia viene considerato antisemita. “Nicolas Anelka è stato l’autore di un gesto offensivo, indecente, improprio e contrario alle nostre regole. La violazione è aggravata dal fatto che l’atto contiene un riferimento alla razza, alla religione, alle origini etniche o alle convinzioni“. Il giocatore ha due giorni di tempo per preparare la sua difesa e rispondere alle accuse mosse dalla FA.

Il gesto della quenelle (letteralmente “polpetta”) consiste nel portare la mano sinistra sulla spalla destra, mentre il braccio destro viene teso verso il basso – insomma, quello che in Sicilia sarebbe un semplice gesto di misurazione spannometrico delle virtù mascoline, in Francia ha assunto tutt’altro significato. La quenelle è stata inventata e resa celebre dal comico transalpino Dieudionné nel 2009 in occasione delle elezioni europee, quando presentò una lista dichiaratamente antisionista (non antisemita) in compagnia di Alain Soral, ex compagno di partito di Le Pen e famoso complottardo d’Oltralpe. Sebbene Dieudionné abbia sempre negato che il gesto sia un saluto romano sottosopra, ma un semplice gesto provocatorio, la sua enorme diffusione tra i francesi più o meno famosi (anche Tony Parker, stella dell’NBA coi San Antonio Spurs, si è recentemente prodotto in una quenelle) ha portato le autorità francesi a dare un giro di vite, bloccando gli spettacoli di Dieudionné, accusandolo apertamente di antisemitismo.

Dopo il match contro il West Ham e le relative polemiche, Anelka aveva negato che vi fosse un intento razzista nel suo gesto, definendo “antisistema” e non “antisemita”, nonché un segno di solidarietà per l’amico comico. “Non sono antisemita o razzista, naturalmente, e mi assumerò le responsabilità delle mie azioni“. Di certo, non è frequente che un calciatore di colore venga accusato di razzismo.