El Shaarawy (1992, un gol e un assist), De Sciglio (1992, un assist) e Pato (1989, un gol, un rosso procurato): questi i baby protagonisti del Milan che va a vincere per 3-1 in casa dell’Anderlecht e, grazie al pareggio del Malaga a San Pietroburgo, stacca il biglietto per gli ottavi di finale di Champions League con un turno di anticipo. Un risultato che, in relazione al nome del club e (soprattutto) a quello degli avversari del girone, ha un peso tutto sommato trascurabile, ma che ne ha uno enorme se consideriamo il particolare periodo storico. Anche perché, giova ricordarlo, oltre alla qualificazione Galliani si è messo in tasca un gruzzoletto più che discreto e spendibile sul mercato di gennaio.

A parte il successo e il passaggio del turno, la cosa più bella della serata in terra belga è stata senz’altro la sensazionale rovesciata dal limite dell’area con cui Philippe Mexes ha blindato il risultato sul 2-0: un gesto tecnico sublime che è valso al difensore francese la sua prima rete con la maglia del Milan e, come sperano i milanisti, l’inizio di una carriera rossonera diversa da quella avuta fino a ieri.

Per il resto, la prestazione della squadra di Allegri è stata tutt’altro che entusiasmante. Messa sotto dall’Anderlecht per tutto il primo tempo (benché senza mai soffrire), si è trovata in vantaggio a inizio ripresa praticamente al primo tentativo, grazie alla classe del solito El Shaarawy. Il raddoppio di Mexes, giunto 1’ l’espulsione di Nuytinck, sembra chiudere la contesa, ma una dormita difensiva consente a De Sutter di riaprire il match. Nel recupero, il Faraone regala a Pato il tocco a porta vuota che vale il pass per la primavera europea.