C’era un assente illustre, nella bella vittoria di ieri sera del PSG contro il Chelsea in Champions League, ovvero Ezequiel Lavezzi. Illustre ma non ingiustificato: il Pocho, infatti, era impegnato a definire gli ultimi dettagli della sua nuova esperienza professionale, quella che lo porterà a giocare nel sempre più ricco campionato cinese. L’argentino ha firmato per l’Hebei China Fortune, la stessa squadra che un mese fa ha comprato Gervinho dalla Roma (oltre a Mbia e Kakuta) e che ha avuto argomenti convincenti sia per il PSG che per Lavezzi: i parigini si mettono in tasca 6 milioni di euro, non male per un giocatore che sarebbe stato libero tra quattro mesi. Ma ancora meglio è andata all’ex Napoli, che guadagnerà la spaventosa cifra di 15 milioni di euro a stagione per i prossimi due anni.

Inutile dire che, di fronte a certi numeri, ogni tipo di concorrenza da parte dei club italiani – parliamo dell’Inter – è venuta meno in partenza. Pareggiare una simile offerta sarebbe stato impossibile per i nerazzurri, e probabilmente per qualunque altro club europeo con l’eccezione di Barcellona e Real Madrid – che tuttavia, evidentemente, mai avrebbero investito così pesantemente su un giocatore forte ma non fortissimo come Lavezzi.

L’irruzione della Cina sul mercato europeo è ancora troppo fresca per poterne valutare l’impatto. Fino a un paio di mesi fa, la lega cinese si era accontentata di qualche brasiliano minore, di discreti giocatori come Diamanti o Gilardino, o di qualche vecchia gloria, vedi Drogba e Anelka. Ma ora le cose sono cambiate, i cinesi stanno bussando con le valigie piene di moneta sonante, non per comprare un bar o una lavanderia a secco, ma campioni nel pieno della loro carriera. Lavezzi, Jackson Martinez, Gervinho, Guarin, Ramires, Demba Ba erano tutti titolari (o quasi) nei top club del Vecchio Continente.

Certo, al momento la Cina ha sostanzialmente fatto un favore a molti di questi club, prelevando a peso d’oro quelli che erano considerati degli esuberi. Ma l’obiettivo di Pechino non è quello di costruire uno sfarzoso cimitero degli elefanti, bensì una lega di primo livello. In un futuro molto prossimo, insomma, la concorrenza potrebbe diventare autentica.