D’accordo, aver riportato il PSG al (probabilissimo) titolo di campione di Francia dopo quasi vent’anni dall’ultima volta non sarà annoverato tra le grandi imprese del genere umano, vista la rosa elefantiaca approntata e l’opposizione alquanto scadente. Quel che è certo è che Carlo Ancelotti (foto by InfoPhoto) si sarebbe aspettato maggior gradimento da parte della proprietà inturbantata. Stufo delle voci che, fino a poche settimane fa, davano Mourinho (destinato invece al Chelsea) come suo successore, Carletto ha deciso di giocare d’anticipo: secondo Le Parisien, due giorni fa avrebbe comunicato al presidente Nasser Al-Khelaifi le sue dimissioni al termine della presente stagione e la sua intenzione di accettare l’offerta del Real Madrid.

Si consumerebbe così un matrimonio, quello tra il tecnico di Reggiolo e la Casa Blanca, rimandato più volte nel corso degli anni e destinato, così pareva, a non concretizzarsi più. Ma il feeling tra Perez e l’ex milanista si è dimostrato più forte del tempo e delle asperità della vita: sarà affidato ad Ancelotti l’ennesimo tentativo di portare la Decima a Madrid (visto che quest’anno si è fatta alquanto complessa).

La partenza di Ancelotti potrebbe far crollare il pregiato ma fragile castello di carta costruito da Leonardo. È notizia di oggi che il Barcellona, dopo i quattro ceffoni rimediati a Monaco, ha finalmente intenzione di pensare anche alla difesa. Come? Riprovandoci con Thiago Silva, un altro che poteva accasarsi ben prima in Catalogna. Via l’allenatore, via il capitano, via anche la stella: l’operazione-Ibra continua a sembrare ardua per via delle ben note questioni economiche, ma il possibilismo di Raiola inizia a diventare sospetto. Che lo svedese, all’alba dei 32 anni, abbia deciso di rinunciare a qualche spicciolo pur di giocare dove preferisce? Vedremo, la Juve resta con le antenne dritte. Chi rischia di restare col cerino in mano, invece, è proprio il PSG.