Le notizie provenienti da Francia e Spagna convergono su un unico punto: oggi potrebbe essere il gran giorno di Carlo Ancelotti come nuovo allenatore del Real Madrid. Per i francesi, Perez avrebbe deciso di versare 4 milioni di euro al PSG perché liberi il proprio allenatore (ancora sotto contratto); per gli spagnoli, lo stesso Ancelotti avrebbe deciso di smezzare la spesa, accollandosi 2 milioni di euro. Un gesto che farà sicuramente piacere a Florentino, già impegnato a offrire un sanguinoso rinnovo a Cristiano Ronaldo, e all’aficion madridista, tradizionalmente sospettosa circa i tecnici di scuola italiana. Tranne uno: Arrigo Sacchi, che in Spagna è considerato una via di mezzo tra un genio rinascimentale e una sacra reliquia, e che, con un’intervista concessa al quotidiano madrileno AS, ha dato il suo pieno endorsement all’ingaggio del suo ex allievo (foto by InfoPhoto).

Carlo è stato un grande giocatore, uno con un grande cervello e un grande senso tattico. Non correva veloce ma pensava veloce. Berlusconi era preoccupato che i suoi infortuni gli avessero causato un’invalidità del 20% al ginocchio; io gli rispondevo che sarei stato preoccupato se gli avessero causato un’invalidità del 20% alla testa. Era il mio allenatore in campo. La sua migliore qualità come tecnico? Quella di essere un camaleonte, è capace di giocare in modo diverso a seconda dei giocatori che si trova a disposizione. Ha la capacità di adattarsi. Ed è una grande persona, molto simpatico. Possibili problemi con Perez? Florentino è un presidente straordinario e con Carlo nessuno, nessuno, nessuno ha mai avuto problemi”.

Se l’incenso per l’amato Ancelotti era in qualche modo scontato, meno preventivabile le parole dolci riservate dal guru di Fusignano all’ayatollah di Setubal, al secolo José Mourinho:

Mourinho è stato sfortunato. Si è trovato davanti la squadra più grande degli ultimi anni (il Barcellona, ndr) ed è comunque riuscito a vincere una Liga e una Coppa del Re, e in Champions League è sempre arrivato in semifinale, cosa che non accadeva prima. Non è stato un fallimento. Educazione? No, conosco bene il signor Mourinho, è un mio grande amico. Okay, Carlo è molto diverso, ma come dice il proverbio, ci sono molti percorsi per arrivare a Roma. E loro a Roma ci vanno, benché lungo percorsi differenti. Ma sono due grandi”.