Clamorosa impennata per le quotazioni di Carlo Ancelotti al Milan. Se è vero che tutto ciò che succede a Milanello passa dalla scrivania di Silvio Berlusconi, l’ultimo ad avere parola su ogni decisione, allora le dichiarazioni del presidentissimo rese a Napoli TV hanno l’odore del napalm al mattino di cui andava pazzo il colonnello Kilgore: ”Io non sono per i ritorni, ne abbiamo già avuti in passato e non hanno funzionato. Però sono legato a Carletto da una forte amicizia personale. Avrà anche degli assistenti personali che lo asseconderanno. Credo che sarà un ritorno positivo. Se il Real lo lascerà libero ci sarà il suo ritorno al Milan“. Ka-boom.

Già, perché se è vero che ormai si parla da tempo dell’eventualità di un ritorno del tecnico di Reggiolo all’ovile rossonero, anche le speculazioni più ottimistiche finivano per arenarsi su un punto: data per scontata la separazione da un Florentino Perez mai innamorato di lui, perché mai Carletto nostro (ancora per due settimane il tecnico campione d’Europa in carica) avrebbe dovuto accettare di firmare per la decima del campionato italiano, quando ci sono almeno un paio di club inglesi pronti a portarselo in spalla oltremanica, e non parliamo di un peso mosca? Sorprendentemente, la sparata di Silvio bypassa con somma indifferenza la questione. Per lui, l’unico ostacolo è il Real Madrid, non le ambizioni di Ancelotti. Di più: dalle sue parole, sembra quasi che sia lui, Berlusconi, ad accettare quasi controvoglia la rimpatriata, legandola praticamente a una faccenda di amicizia.

Premesso che le dichiarazioni di Berlusconi vanno sempre filtrate con l’indispensabile setaccio anti-propaganda, soprattutto in prossimità di una tornata elettorale, desta comunque stupore l’ottimismo da lui ostentato. Se davvero il divorzio dal Real Madrid è ciò che separa il Milan e Ancelotti, allora si può già cominciare a organizzare il comitato di benvenuto. E siccome, checché ne dica Silvio, Carletto è davvero un allenatore ambizioso, ciò significa che il Milan, per convincerlo, ha saputo usare argomenti molto più forti del semplice richiamo all’amicizia e alla riconoscenza: ovvero, acquisti e prospettive di vertice. Habemus progetto? Strano a dirsi, perché non siamo più abituati da anni, ma pare proprio di sì.