Carlo Ancelotti al Bayern Monaco fino al 2019: secondo la stampa spagnola, e più precisamente secondo il quotidiano Marca e la radio Cadena Cope, sarebbe già tutto fatto, firme comprese. Manca solo l’annuncio, ma questo arriverà molto presto, prima della fine dell’anno e probabilmente prima di Natale, quando contestualmente Pep Guardiola renderà ufficiale la sua decisione di non rinnovare il contratto con i bavaresi – nonostante i risultati, i record e il gioco stupefacente, l’amore non è mai davvero decollato – per convolare a giuste nozze con il Manchester City dei suoi amici Ferrer e Beguiristain.

Di Ancelotti come erede del filosofo catalano si parlava già da molto tempo, e lo scorso ottobre anche la stampa tedesca aveva definitivamente virato verso questa ipotesi. La più logica, a pensarci bene: Carletto è probabilmente il miglior manager – nel senso letterale del termine, cioè “gestore” – attualmente in circolazione, e le sue squadre, pur non toccando mai i vertici celestiali di quello che sarà il suo futuro precedessore, hanno sempre giocato un buonissimo calcio. Anzi, forse il maggior pragmatismo dell’italiano è quello che ci vuole per un club come il Bayern Monaco, tradizionalmente più incline a un calcio verticale e concreto che a quello vorticosamente latineggiante di Guardiola.

Certo, negli ultimi tempi erano uscite voci riguardanti altre destinazioni – addirittura, settimana scorsa la stampa russa dava per garantito il passaggio di Ancelotti alla corte dello Zenit – ma in realtà l’unica opzione concreta che avrebbe potuto opporsi al Bayern Monaco era quella rappresentata dal Manchester United. Non la Roma, che attualmente rappresenterebbe un passo indietro per Carletto (o meglio, un salto nel buio all’indietro), e neanche Chelsea o Real Madrid, club coi quali Ancelotti ha sì vinto ma senza lasciarsi con troppi sorrisi.

Lo United, invece, sarebbe stata una sfida affascinante, anche per la prospettiva di riportare a Manchester il figliol prodigo Ronaldo. Ma alla fine la corsa sembra averla vinta il Bayern Monaco che, come accadde tre anni fa con Guardiola (anch’egli firmato e annunciato durante la pausa invernale), dimostra ancora una volta di essere sempre un passo avanti agli altri.