Settimo trionfo italiano in vent’anni esatti, da Zanini 1996, nella corsa che in precedenza i ciclisti azzurri avevano sempre sfiorato (in primis Moser), ma mai vinto. Ed è anche il primo successo nella classiche di Primavera 2016, timbrato sempre da colui che si era già imposto nel 2012: Enrico Gasparotto vince l’Amstel Gold Race, la Classica della Birra.

GARA

Quattro anni fa aveva vinto quando l’arrivo era in cima al Cauberg, stavolta, con la linea della verità spostata un paio di km avanti, vi ha costruito un’impresa probabilmente ancora maggiore. L’Amstel Gold Race, primo tuffo nelle Ardenne in attesa di Freccia Vallone e della Doyenne Liegi (mercoledì e domenica prossimi) la vince per la seconda volta Enrico Gasparotto. E’ un friulano di 34 anni, non è il classico predestinato alla vittoria, ma uno capace di tirare fuori da sé stesso il classico momento magico. Fa appena in tempo a tagliare il traguardo, lo fa indicando il cielo, poi si scioglie in lacrime. Enrico è infatti della Wanty – Groupe Gobert, la stessa squadra in cui correva il povero Antoine Demoitiè, il belga travolto e ucciso da una moto alla Gand Wevelgem: “Il mio primo pensiero è per lui. Oggi è un giorno di gioia ma non posso non pensare a come sta la moglie di Antoine. Ieri ci è venuta a trovare in ritiro, ed è stata un’emozione incredibile, una delle più forti che abbia mai provato. Per quello che può contare, oggi gli abbiamo fatto un bel regalo”.

SEGNALI

Gasparotto segnali importanti sul suo stato di forma li aveva già dati lo scorso mercoledì alla Freccia del Brabante, quando si era arreso solo alla potenza del ceco Vakoc. Ovvio che senza gambe d’acciaio nel ciclismo non si va da nessuna parte, ma ci piace definire la vittoria del friulano geniale. E’ sempre vigile in testa al gruppo in una corsa che può mutare come il tempo olandese, poi il Cauberg, l’ultimo dei 34 berg. Sul penultimo, il Bemelberg, si muove Kreuziger. L’azione più importante la porta però Tim Wellens: aspetta che la strada spiani, poi piazza una sparata impressionante. Subito il divario è ampio, dietro la Orica GreenEdge di Michael Matthews -uno dei grandi favoriti- non sembra avere più soldati per fronteggiare l’offensiva. Wellens sembra nel momento di massima ispirazione, ma c’è il Cauberg… C’è Gasparotto. Il friulano capisce che è il momento della svolta, piazza lo scatto, dietro c’è il classico attendismo di chi aspetta sempre la mossa altrui. Gasparotto va, ma il vento è contrario, probabilmente non ce la farebbe da solo. La coda dell’occhio gli serve per scrutare l’arrivo di Valgren, un danese dalla stazza rassicurante. Per un po’ sta a ruota, poi dà il cambio ed è la svolta, si può decidere con una volata a due. Geniale Gasparotto, perché anche qui non perde mai il senso della tattica: sta a ruota del passistone, poi esce ai 200 metri e va a trionfare. C’è ancora un posto per il podio, ed è ancora grande Italia. Terzo è Sonny Colbrelli, uno sul quale puntare per il futuro: sta studiando le classiche e già ottiene risultati. E ancora: settimo Ulissi, ottavo Visconti: si sapeva che l’Italia sulle Ardenne si sarebbe scossa dopo lo strazio del pavé, ma il risultato è comunque sorprendente. Non va dimenticato infatti che al Nord i successi arrivano con il contagocce: a parte il doppio Gasparotto, solo Paolini (recentemente squalificato per una brutta faccenda doping) alla Gand Wevelgem, negli ultimi anni ha saputo vincere in questo tipo di sfide.

ORDINE D’ARRIVO DELLA AMSTEL GOLD RACE

1 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert 6:18:02
2 Michael Valgren (Den) Tinkoff
3 Sonny Colbrelli (Ita) Bardiani – CSF
4 Bryan Coquard (Fra) Direct Energie
5 Michael Matthews (Aus) Orica GreenEDGE
6 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick Step
7 Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida
8 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
9 Loïc Vliegen (Bel) BMC Racing Team
10 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal.