Mentre i cugini dell’Inter tornano a casa acciaccati (tre sconfitte e nessun gol messo a segno) dalla tournée cinese, Il Milan prosegue la sua serie di amichevoli di lusso del circuito International Cup, e dopo il derby con i nerazzurri si alza notevolmente l’asticella incontrando il Real Madrid, che aveva liquidato la pratica Inter con un sonoro 3-0. Vince sempre il Real, ma questa volta ai rigori dopo lo 0-0 maturato allo scadere dei tempi regolamentari (sbagliano Bacca tra le fila rossonere e Kroos tra le merengues, e Donnarumma subentrato a Diego Lopez dopo una sequela infinita dal dischetto) perché il Milan riesce a tenere testa per i 90 minuti e oltre, rischiando anche di portare a casa la partita in più occasioni.

Il Milan si presenta a Shanghai con un iniziale 4-3-1-2 dall’inedito trio offensivo costituito da Niang e Cerci di punta e Suso sulla trequarti. Nel Real Madrid invece si rivedono Benzema e, soprattutto, Modric reduce da un infortunio che lo aveva costretto a lungo fuori dal rettangolo verde obbligando per altro Ancelotti a soluzioni improbabili come Sergio Ramos centrocampista, proprio per l’assenza di centrocampisti di ruolo a disposizione. I Blancos partono subito a razzo ma il Milan riesce a rallentarlo impedendo al Real di giocare ai suoi ritmi.

Oltre ad alcune fisiologiche fasi calanti verso la fine della prima frazione di gioco, nelle quali si rileva un po’ di confusione nella costruzione della manovra dovute alla scarsa lucidità ma anche all’interdizione delle due squadre in fase di non possesso, non mancano le occasioni da ambo le parti per sbloccare il risultato. Niang fa correre più di un brivido a Navas proprio nel finale del primo tempo. Ma è un Milan profondamente mutato nella mentalità quello di Mihajlovic, una compagine che sta via via assumendo una fisionomia a immagine e somiglianza del suo allenatore: volitiva, coriacea, attenta, tenace.

Incominciano a funzionare bene i meccanismi nei vari reparti, forse manca ancora un po’ di collante e la fase offensiva dovrà sicuramente essere curata di più, dovrà soprattutto essere più corale e non affidata all’iniziativa dei singoli. Cosa che invece dall’altra parte sembra aver funzionato dopo la “cura” Benitez. Nella ripresa cambiano molte cose con le numerose sostituzioni. Il Real beneficia dell’ingresso di Jesé e Isco i quali vivacizzano le azioni offensive (dovrà stare attento Benzema perché la concorrenza di Jesé comincia seriamente a farsi sentire), ma la difesa del Milan, anche grazie all’ingresso di Zapata e Paletta tiene bene. Anche l’attacco con l’ingresso di Bacca e Luiz Adriano diventa più pimpante e convincente ma il risultato non si sblocca fino al 90′ più recupero.