Il 14 agosto all’Olimpico, a una settimana esatta dall’esordio in campionato in trasferta al Bentegodi contro il Verona, è tempo di “Opening Day” per la nuova Roma di Rudi Garcia. Per l’occasione è stata organizzata un’amichevole con il Siviglia, reduce dalla recente sconfitta nella Supercoppa europea contro il Barcellona per 5-4, sottolineata da un bagno di folla tra gli spalti con il tifo giallorosso ansioso di vedersi presentare questa Roma edizione 2015-2016 e, soprattutto, di vedere subito in azione i propri beniamini, vecchi e nuovi. Se il giorno è quello delle presentazioni, allora il nuovo grande acquisto giallorosso Edin Dzeko, si presenta davvero bene: in campo dal primo minuto, buone condizioni di forma, 2 gol (il primo è una fucilata magistrale in corsa all’incrocio dei pali) e un assist per Salah.

Il match è naturalmente amichevole, ma lo spirito in campo è ben diverso da quello di una semplice esibizione, anche perché le due compagini a una settimana dall’inizio dei rispettivi campionati, Serie A e Liga, mostrano di fare sul serio. Alla fine il risultato è di quelli tennistici: un 6-4 per i padroni di casa che ha garantito spettacolo, emozioni, e una caterva di gol con la Roma che addirittura era riuscita ad andare sul 6-0, anche grazie al suo nuovo tridente d’attacco formato da Dzeko, Salah e Iago Falque. Si distrae in difesa, solo nel finale, a risultato ormai acquisito e blindato, quando il Siviglia spronato da Emery a una reazione con l’inserimento di titolari quali Coke, Vitolo e Reyes, riesce a salvare la faccia. Nel secondo tempo c’è anche spazio per la firma di capitan Totti su rigore.

Al di là di questo festival del gol, una logica conseguenza per due squadre che giocano quasi esclusivamente in verticale, ciò che ha impressionato maggiormente è l’inserimento immediato e perfetto dei due nuovi fondamentali acquisti della Roma. Salah, arrivato da una settimana, e Dzeko da un giorno soltanto, si sono subito innestati negli schemi di Garcia, e non soltanto offensivi. Magari è presto per dirlo, ma il bosniaco dimostra – se mai ce ne fosse bisogno – di essere attaccante di razza purissima, non solo per i due gol coi quali si è presentato ma per i movimenti che effettua sempre: tagli, giochi di sponde, smarcamenti, aggressione degli spazi, in una parola, il giocatore di cui la Roma aveva veramente bisogno. E dal prossimo sabato si comincia davvero.