Con ogni probabilità, l’unica ragione che ha preservato Italia-Argentina di questa sera dal vortice polemico sull’onda del “non se ne poteva proprio fare a meno?” è il fatto che il match è stato paraculescamente venduto dalle due federazioni come un sentito omaggio a Jorge Bergoglio, un Argentino a Roma. Eppure, al netto delle benedizioni, delle genuflessioni e degli atti di contrizione, la domanda resta: non se ne poteva proprio fare a meno, a quattro giorni dalla Supercoppa Italiana e a sei dai playoff di Champions League? E, nel caso, non c’è modo di limitare i danni, reali e potenziali?

D’accordo, l’amichevole ferragostana fa parte del calendario internazionale da una decina d’anni abbondante e c’è poco da fare (oggi si giocano una quarantina di test match, tanto per dire). Il problema, semmai, è della nostra federazione, che si ostina a far partire il campionato dalle due alle tre settimane in ritardo rispetto alle grandi leghe europee, trasformando l’impegno azzurro nel proverbiale bastone tra le ruote dei club nella fase cruciale della preparazione atletica. La conseguenza è che l’Italia di metà agosto, composta generalmente da gambe pesanti e cervelli svagati, rimedia spesso brutte figure: prima delle due belle vittorie prandelliane contro Spagna e Inghilterra delle ultime due stagioni, gli azzurri avevano vinto solo due delle precedenti nove partite, riuscendo a buscarle da squadre come Slovenia, Ungheria e Finlandia.

Con buona pace della RAI, che aveva comprensibilmente disegnato il promo della gara su di loro, Balotelli e Messi, al primo dolorino, hanno alzato bandiera bianca – o meglio, i club li hanno immediatamente richiamati alla base. E giustamente, aggiungiamo. Insomma, ci vuole una buona dose di immaginazione per ipotizzare che questo Italia-Argentina possa avere una qualunque utilità tecnica in vista del Mondiale 2014. Non resta che sperare che Cesare Prandelli (foto by InfoPhoto) decida di:

1) non bestemmiare in faccia a Sua Santità

2) minimizzare i rischi per quei giocatori che tra pochi giorni saranno chiamati a impegni molto più importanti, ovvero quelli di Juventus, Lazio, Milan e Fiorentina

E se ne verrà fuori, com’è probabile, una partitaccia, be’, papa Francesco se ne farà una ragione.