Qualche settimana fa, la notizia che per la prima volta un club professionistico sarebbe stato allenato da una donna aveva fatto il giro del mondo. Helena Costa, portoghese di 36 anni, ex scout del Celtic Glasgow, avrebbe dovuto prendere possesso della panchina del Clermont-Foot 63, società che milita nella seconda divisione del campionato francese. C’era stato addirittura l’annuncio ufficiale da parte dello stesso club. E invece, a un mese e mezzo di distanza, l’improvvisa e immotivata marcia indietro.

Helena Costa ha deciso di non onorare i suoi impegni presi con il Clermont-Foot 63 e pertanto non sarà il nostro allenatore per la prossima stagione. Questa decisione è stata improvvisa e sorprendente. Sono profondamente dispiaciuto per questa situazione. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto. Stiamo già parlando con altri interlocutori interessati a preparare la nuova stagione

Nessuna spiegazione, stando a quanto dichiarato nel succitato comunicato ufficiale da Claude Michy, presidente del Clermont. E nessuna spiegazione nemmeno da parte della diretta interessata, che si è limitata a parlare di “motivi personali che il presidente conosce“. Michy conoscerà i motivi ma certo non li ha presi molto sul serio, visto che li ha definiti “futili, nulla di serio“.

A peggiorare la posizione della Costa sono arrivate le parole del suo agente, Sonia Souid, schierata decisamente dalla parte del club. “Il presidente Michy è rimasto molto deluso come tutti noi, ci siamo trovati di fronte a un muro. Dopo quanto accaduto, non riconosco più l’Helena Costa sicura di sé di sempre. Il suo gesto non ha alcuna motivazione reale, forse si è trattato di una mancanza di comunicazione, forse ha sofferto la distanza. Ma è stata egoista“. La chiosa della furibonda Souid è dedicata in generale alle donne nel calcio: “Ci sono tante ragazze competenti, non possiamo permetterci di compromettere il futuro per via di un singolo fallimento“.