Massimiliano Allegri (foto by InfoPhoto), un uomo solo al comando. Neanche troppo al comando. E sicuramente non per molto ancora. La solitudine dell’allenatore del Milan è cosa nota da tempo e lo sgretolamento del suo principale sponsor, Adriano Galliani, ha reso chiaro anche a lui ciò che era palese a tutti: presto la sua panchina sarà occupata da qualcun altro. Nella conferenza stampa che precede il match di sabato sera contro il Genoa, il tecnico livornese ha ammesso di pensare solo all’oggi, perché il domani non gli apparterrà più.

Le voci sul futuro? Ci sono sempre state. Sono qui da quattro anni e so di non poter restare al Milan a vita, i cicli iniziano e finiscono, gli allenatori non sono eterni. Allenare un grande club è difficile, io inizio a invecchiare, ho 46 anni e alleno da 11. Qui in Italia ci sono tanti bravi allenatori emergenti che scalpitano: Inzaghi sta facendo bene con la Primavera, Seedorf sta ancora allenando, ma ce ne sono tanti altri

Parole che sanno di addio. D’altra parte, solo dieci giorni fa l’esonero di Allegri era all’ordine del giorno di un vertice arcoriano, per cui non c’è nulla di cui sorprendersi. Il futuro di Allegri al Milan non andrà oltre il prossimo maggio. Se tutto va per il meglio.