La crudele eliminazione dalla Champions League per mano del Bayern Monaco è troppo fresca e cocente al tempo stesso per essere considerata parte del passato, ma quel che è certo è che in casa Juventus si guarda già al futuro. Un futuro che, per almeno altre due stagioni, sarà affidato alla sapiente guida di Massimiliano Allegri. Entro pochi giorni, infatti, il tecnico livornese firmerà il rinnovo del proprio contratto con bianconeri fino al 2018, con tanto di robusto adeguamento dell’ingaggio, che passerà dagli attuali 3,5 milioni annui a 5 milioni netti, bonus compresi. Accordo già trovato, si aspettano soltanto le firme e l’ufficializzazione.

Il ricco rinnovo biennale assomiglia parecchio a una giusta ricompensa per un allenatore che ha saputo conquistare l’affetto di un ambiente inizialmente molto scettico a suon di risultati e prestazioni perfino superiori a quelle dell’illustre predecessore: uno scudetto in carrozza, una Coppa Italia e un’imprevedibile finale di Champions League nella sua prima stagione; una rimonta impossibile in campionato, una finale di Coppa Italia da giocare e un figurone europeo (nonostante la precoce eliminazione) nella sua seconda annata.

Allegri non è uno scienziato alla Guardiola, né un capopopolo come Conte, né un generale come Mourinho: ma è un tecnico eclettico, esperto e molto abile a gestire gli uomini nei momenti di grande pressione. In questo momento, non c’è un allenatore migliore per una Juventus che deve solo amministrare una superiorità soverchiante in Italia, e crescere a piccoli passi in Europa. Il club lo sa, e se lo tiene ben stretto. Non aspetta la fine della stagione, lasciando friggere tecnico e spogliatoio in un’inutile brodaglia di ansia e incertezza, col rischio magari di vederselo soffiare da qualche altra società meno esitante. Ci sono ancora due obiettivi importanti da conquistare, e il rinnovo di Allegri è un segnale di compattezza e continuità per tutto l’ambiente.