Se le grandi squadre si misurano dai confronti diretti coi pari grado, allora Adriano Galliani si metta l’animo in pace: il suo Milan non può ancora fregiarsi della definizione tanto cara all’amministratore delegato rossonero. Il trittico Fiorentina-Napoli-Juventus che doveva legittimare le rinnovate ambizioni di rinascita del Milan ha portato la miseria di due punticini su nove, buoni a mantenere dietro la Fiorentina, sì, ma appena di un gradino. Di rimontare il Napoli non se ne parla neanche. E le classifiche parziali (“dall’ottava giornata abbiamo fatto più punti di tutti etc etc”) è meglio archiviarle per tempi più propizi.

Certo, le partite vanno analizzate singolarmente, ed è vero che in un paio di big match (derby di ritorno, gara del Franchi, anche l’orrida sfida da 0-0 di ieri sera) la squadra di Allegri (foto by InfoPhoto) ha ottenuto meno di quanto avrebbe meritato. Tuttavia, si sa, quando un evento è sistematico, allora non si può parlare più di casualità ma di tendenza. E la realtà è che questo Milan non è ancora maturo. Niente di strano, se pensiamo che, con un paio di eccezioni, nel gruppo dei 16-18 titolari nessuno è abituato a lottare per grandi traguardi. Mancano personalità, leadership, malizia, killer insinct, tutte qualità che necessariamente si acquisiscono col passare del tempo e delle battaglie. Lo sa bene anche Allegri, che, non a caso, dopo il match contro la Juve, ha detto chiaro è tondo che i bianconeri “sono più forti non solo di noi, ma anche di tutte le altre”.

Parole che possono anche essere lette come una pizzicotto a Galliani, che la pensa in maniera radicalmente diversa. O, se vogliamo, come uno scarico preventivo di responsabilità: che a qualcuno non salti in mente, dice Allegri nel sottotesto, di accusare me per non aver reso il Milan competitivo ai massimi livelli già da quest’anno. Accusa più che probabile, purtroppo, specialmente nel caso in cui il Milan non dovesse centrare il terzo posto che sembrava sì un miraggio tre mesi fa, ma che ultimamente era stato dato praticamente per acquisito. In questo caso, Roma o non Roma, contratto o non contratto, non ci sarebbe alcuna possibilità di rivedere ancora il tecnico livornese a Milanello.